18.08.2019. By Élite China Academy

Interpreti di cinese professionisti: un vuoto da colmare!

Interpretazione simultanea - Conferenza sul Guizhou Interpretazione simultanea - Conferenza sul Guizhou
Interpreti di cinese professionisti: un vuoto da colmare!

I rapporti bilaterali tra Cina e Italia si moltiplicano ogni giorno. Si firmano accordi di cooperazione tra aziende, siti unesco, enti locali e ministeri. Non c’è mai stato tanto bisogno come oggi di interpreti di cinese professionisti

C’è un vuoto, servono interpreti di cinese con formazione professionale ad hoc e che abbiano una cultura generale ottima per sopperire al vuoto esistente. Ci sono, sì, molti interpreti di cinese improvvisati che non conoscono le tecniche, i principi etici e non rispettano standard minimi di qualità nel loro lavoro. Questo fa sì che molto spesso gli accordi restino sospesi o si chiuda un incontro con qualche incomprensione.

Mancano, invece interpreti di cinese professionisti in grado di garantire sempre la buona riuscita degli incontri: quella dell’interprete di cinese professionista non è una carriera semplice, occorre tanta dedizione e impegno, ma porta con sé grandi soddisfazioni.

Quali sono, nel concreto, le possibilità nel settore dell’interpretariato cinese? Cosa vuol dire davvero lavorare come interprete di cinese e come si fa a crescere professionalmente? Scopriamolo con Ilaria Tipà, la prima interprete italiana specializzata nell’interpretazione simultanea cinese-italiano e docente e coordinatrice della specializzazione Chinese Interpreting, un corso professionale sull’interpretariato cinese per giovani e laureati in lingua cinese.

Ciao Ilaria, parlaci un po’ di te: come sei giunta a lavorare come interprete di cinese?

Ho iniziato a studiare il cinese per caso, mentre sapevo, fin dal liceo, che avrei voluto fare l’interprete. L’avevo deciso dopo aver visto gli interpreti di simultanea al lavoro al Parlamento Europeo in 3° liceo. All’università ho frequentato il triennio a Roma Tre, Facoltà di Lettere e Filosofia, corso di laurea in lingue e comunicazione internazionale ed è lì che è scattato il mio amore per il cinese e per la Cina. Volevo studiare inglese e tedesco, ma avevo un livello di tedesco troppo alto che mi portavo dal liceo e la professoressa mi consigliò di “non perdere tempo” studiandolo come seconda lingua per 3 anni. Così, per caso, inciampai nella prima lezione di cinese, entrando in aula più per gioco che per altro. E ne rimasi folgorata. 

Alla fine del triennio, sempre convinta di voler fare l’interprete, ho deciso di continuare con la Laurea Specialistica in Interpretariato di Conferenza a quella che allora era la Luspio, oggi Unint. E lì è scattata la mia seconda passione: l’interpretazione simultanea. Non esistevano, allora, corsi di simultanea cinese-italiano, quindi decisi che ne avrei inventato uno. Con un periodo di studio a Taiwan e un approfondimento sulla simultanea inglese-cinese, sono riuscita, al rientro in Italia, a realizzare questo obiettivo prima alla Unint di Roma (ex Luspio) e ora qui all’Academy. 

Qual è la tua posizione attuale?

Sono interprete di conferenza freelance specializzata nella simultanea cinese-italiano-cinese e cinese-inglese. Con il tempo mi sono specializzata in rapporti istituzionali e coopero in modo stabile con tutte le istituzioni italiane più importanti. Durante la recente visita del presidente cinese in Italia ho avuto il piacere e l’onore di affiancare il presidente Mattarella.

Quali sono le possibilità di carriera per chi ha studiato cinese?

Il mercato dell’interpretariato cinese-italiano sta vivendo una crescita esponenziale, di pari passo col moltiplicarsi delle cooperazioni bilaterali. La necessità di interpreti formati e professionisti cresce sempre di più, ma gli interpreti di cinese formati scarseggiano, anche a causa della mancanza di corsi di formazione.

Le possibilità per gli italiani che conoscono bene il cinese e si professionalizzano come interpreti di cinese sono moltissime, anche perché la maggior parte degli interpreti improvvisati sono madrelingua cinese cresciuti in Italia o che vivono qui da un po’ di tempo.

Il valore aggiunto dei sinologi è che portano con sé una conoscenza e comprensione profonda della Cina e della sua cultura, storia e valori che se sostenuti da una formazione tecnica come interpreti permettono di fare  la differenza negli incontri bilaterali.

Cosa consiglieresti a chi vuole iniziare a lavorare come interprete di cinese?

Il consiglio numero 1 è dimenticarsi che conoscere bene una lingua è sufficiente per fare l’interprete. Serve molto di più. Serve prontezza di riflessi, capacità di gestione di situazioni delicate e soprattutto, competenze tecniche nelle strategie e tecniche di interpretariato che con la lingua cinese sono ancora più importanti che lavorando tra lingue europee.

Il consiglio numero 2 è ampliare il più possibile la conoscenza encicplopedica e la cultura generale, non si sa mai in che settore si finisce a lavorare. Occorre essere aperti e curiosi.

Il consiglio numero 3 è quello di formarsi per fare bene questo lavoro e di non prendere sottogamba gli incarichi che dovessero ricevere.

Perché reputi che il corso di formazione per interpreti di cinese dell’Academy possa fare la differenza?

Perché è un corso studiato da sinologi per sinologi. Per questo è diverso anche dai corsi di formazione universitari per interpreti. La specializazione in Interpreting della Élite China Academy è studiata appositamente per formare interpreti di cinese professionisti. Si tratta di un percorso che se fatto nella sua completezza parte dalle basi per arrivare all’interpretazione simultanea e nell’arco di circa un anno permette a chi lo frequenta e supera le prove intermedie di essere inserito nel team esclusivo di interpreti professionisti di Élite China.

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