29.12.2018. By Caterina Russo

A tavola con i cinesi

Quasi sempre accade che se c’è una delegazione di ospiti cinesi si debba pensare anche all’organizzazione dei pranzi o delle cene da trascorrere insieme.

Se ai livelli più alti e più ufficiali il problema si pone relativamente perché le cene ufficiali non prendono poi così tanto in considerazione i gusti degli amici stranieri, le cose cambiano radicalmente quando sono delle aziende o gli organizzatori di eventi più piccoli a essere alle prese con i menù per gli ospiti cinesi, soprattutto se le visite durano più giorni e quindi un maggiore numero di pasti va pensato.

Se c’è un aspetto che lega la cultura italiana a quella cinese è senz’altro l’importanza che viene attribuita al cibo e al vero e proprio rito del mangiare insieme, che sia in famiglia, con gli amici o per un incontro d’affari, per cinesi e italiani se ciò avviene davanti a un piatto pieno e con un bicchiere colmo sotto gli occhi, è sicuramente meglio.

Sedersi intorno a un tavolo con amici, colleghi, partner e familiari è dunque un punto di incontro tra due mondi diversi, ciò che cambia, però, sono le consuetudini che regolano questi momenti di convivialità e sicuramente sono anche i contenuti di quel piatto e di quel bicchiere.

Ai cinesi piace mangiare italiano o meglio portarli ai ristoranti cinesi? Ordiniamo un risotto e li facciamo contenti? Meglio portarli a mangiare carne o pesce? E la pizza, la mangiano? Meglio un menù fisso o farli ordinare alla carta?

Per aiutarvi a risolvere questi interrogativi esistenziali e di fondamentale importanza, abbiamo pensato alla serie di articoli che seguiranno questo. Raccontateci anche voi se avete avuto esperienze in merito e come le avete gestite utilizzando l’hashtag #Atavolaconicinesi.

Di questa serie fanno parte:

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Caterina Russo

Founder, Élite China Academy

Determinata, pragmatica e carismatica: questa sono io in 3 aggettivi. Da buona viaggiatrice ed esploratrice quale sono, sono sempre pronta a saltare su un aereo e vivere nuove avventure. Una di queste l’ho vissuta a Pechino, dove sono rimasta per 3 anni circondata da hutong e grattacieli. Da project manager per una grande azienda cinese, a professionista specializzata in internazionalizzazione d’impresa e management di progetti di cooperazione. Il mio segno particolare è il carico di determinazione e grinta che mi fa fissare obiettivi sempre più alti e tagliare sempre nuovi traguardi.