31.05.2021. By Élite China Academy

Lavorare nel settore Food & Beverage con la Cina: intervista a Vincenza Caputo

Il F&B è un settore molto affascinante e presenta diverse possibilità di inserimento lavorativo nell’ambito dell’export e dell’import per chi ha studiato cinese. Ma quali sono le possibilità di questo settore? Scopriamolo con Vincenza Caputo, una professionista che si occupa di import ed export con la Cina nel settore F&B.  

Ciao Vincenza, parlaci un po’ di te: qual è stato il tuo percorso per lavorare nel F&B?

Dopo la laurea in Relazioni Internazionali – Curriculum Cina e una prima esperienza lavorativa, ho deciso di specializzarmi in internazionalizzazione di impresa e in import e export grazie a un percorso di professionalizzazione in materia dell’ICE – Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Questa formazione mi ha consentito di iniziare a lavorare nel commercio internazionale e dopo un'esperienza lavorativa che mi ha portata a Milano e a Miami, dal 2018 lavoro ad Hangzhou per un’azienda che si occupa dell’importazione di prodotti F&B italiani in Cina e della loro distribuzione sia offline che online. 

Che tipo di azienda è e qual è il tuo ruolo in azienda? 

L’azienda, essendo una JV italo-cinese a maggioranza italiana, collabora con l’ufficio dell’azienda in Italia che si occupa della fase di acquisti e esportazione mentre noi in Cina ci occupiamo principalmente della fase di importazione e distribuzione sul territorio cinese. Inizialmente, nell’azienda cinese non vi era personale italiano, ma hanno poi deciso di assumere una persona italiana che facesse da ponte tra le due aziende. Quindi il mio ruolo è di coordinamento tra le due aziende sia per quanto riguarda gli acquisti e il processo di export e import, sia per quanto riguarda lo sviluppo delle strategie di marketing e di sviluppo commerciale dell’azienda. 

La tua formazione è stata sufficiente per poter lavorare in questo ruolo? 

Terminata l’Università, ho svolto un tirocinio nell’Ufficio Relazioni Internazionali del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali e durante questa esperienza mi sono resa conto di quanto la formazione ricevuta all’università fosse poco pratica e non molto utile lavorativamente parlando. Per questo, volendo svilupparmi professionalmente nel mondo dell’international business, ho deciso di intraprendere il Master dell’ICE in Internazionalizzazione d’impresa e export management. Infatti fare business con i clienti cinesi e dover a negoziare condizioni di vendita, contrattuali, di trasporto ecc. richiede una serie di competenze che vanno oltre la conoscenza linguistica. 

Il master dell’ICE che ho frequentato è stato quindi fondamentale per il mio percorso successivo, poiché è un corso di professionalizzazione che mira a formare Export Manager, cioè persone capaci di capire e gestire i diversi aspetti dell’esportazione e del contatto con il cliente estero, con competenze di economia internazionale, marketing internazionale, contruattalistica internazionale, logistica, procedure doganali, pagamenti internazionali e tutela del marchio ecc. Tuttavia non era un master incentrato sulla Cina e non erano previste lezioni sul mercato cinese e di lingua cinese. Quindi ho dovuto acquisire personalmente il linguaggio del settore e il gergo tecnico in cinese e alcune competenze più specificatamente relative al mercato cinese che ho poi approfondito sul campo nel corso della mia esperienza lavorativa. Sicuramente in questo settore e soprattutto negli ultimi anni, oltre a una buona conoscenza della lingua cinese, è necessaria una formazione specialistica e professionalizzante, che tenga conto anche delle peculiarità del mercato cinese.  

Lavorare in Cina è stata per te una scelta o una necessità? 

Quando mi è stata offerta la possibilità di venire a lavorare per quest’azienda ad Hangzhou, lavoravo già nell’Ufficio Commerciale e Marketing di un’azienda di Milano, e quindi per me lavorare in Cina è stata una scelta e non una necessità dettata dalla difficoltà di trovare lavoro in Italia. Infatti anche in Italia, nel settore dell’import ed export e nel F&B, se si è dotati di una professionalità, esistono opportunità di lavoro. Seppure è vero che il costo del lavoro è certamente differente tra Italia e Cina, anche le aziende italiane sono disposte ad investire quando una risorsa è formata e apporta valore all’azienda. Quindi vi sono possibilità lavorative anche per chi, a mia differenza, non voglia lavorare in Cina ma in Italia, l’importante è conoscere questo settore ed essere dei professionisti.   

Quali sono le possibilità di carriera in questo settore per chi ha studiato cinese?

In base a quanto ho avuto modo di osservare, esistono diverse possibilità sia in Italia che in Cina. In Italia sempre più aziende iniziano ad esportare verso la Cina e a sviluppare il proprio business verso il mercato cinese. Quindi nelle aziende italiane di F&B, a seconda della propria formazione e livello di esperienza, esistono diverse posizioni relative l’export verso la Cina: dall’assistente export/back office che si occupa della gestione degli ordini dei clienti cinesi e della preparazione della documentazione necessaria per le procedure di export e import (e conoscendo il cinese anche di traduzioni in cinese del sito, brochure, schede prodotto ecc. ), a quella del commerciale estero (Cina o più in generale Asia) che dall’Italia segue i clienti esteri con frequenti trasferte, a quella dell’Area Manager, soprattutto nelle aziende più strutturate, che opera sul mercato di riferimento. In Cina invece si può lavorare: come responsabile acquisti e import dall’Italia di aziende sia italiane, che cinesi, che internazionali; nel marketing per promuovere sul mercato cinese i prodotti enogastronomici Made in Italy e la cultura culinaria italiana della quale abbiamo una conoscenza che defirei “viscerale”; nel business development, sviluppando le vendite ai clienti cinesi; come coordinatori di uffici cinesi o le JV di aziende italiane, come nel mio caso; fino ad arrivare, dopo un po’ di esperienza, a lavorarci come General Manager o Direttore.  

Qual è il tuo consiglio per chi ha terminato la laurea triennale e vorrebbe lavorare in questo settore? Proseguire con una magistrale o fare un master?

Nel mio caso ho scelto di proseguire con la magistrale durante la quale ho approfondito la conoscenza del cinese studiando più di un anno in Cina e poi ho seguito un master professionalizzante. Per lavorare in questo settore, infatti, sono necessarie sia una buona base linguistica che competenze tecniche. Se però si vuole iniziare l’inserimento lavorativo in tempi più brevi, consiglierei di frequentare direttamente un corso di professionalizzazione dopo la triennale, continuando a coltivare le competenze linguistiche per proprio conto, o almeno di scegliere una laurea magistrale più improntata al business con la Cina e cercare di fare delle prime esperienze lavorative o di tirocinio già durante la magistrale.  

Quali sono i prodotti F&B da voi più importati? 

Uno dei prodotti con la maggiore quantità importata è la pasta, per il quale possiamo godere del Country-of-Origin effect, quindi il Made in Italy viene percepito come un vantaggio in termini di qualità dal consumatore rispetto a prodotti concorrenti di altri paesi.  

Un altro prodotto, ma più di nicchia, è il vino, che negli ultimi anni sta guadagnando quote di mercato anche se al momento l’Italia resta solo il quarto esportatore di vino verso la Cina. L’auspicio è che nei prossimi anni, anche grazie alle campagne di marketing e promozione in atto come il programma “I Love ITAlian Wines” dell’ICE, la quota del vino italiano in Cina possa raggiungere quella della Francia, che al momento è il primo esportatore di vino verso la Cina. Infatti, i vini francesi sono stati introdotti e promossi in Cina più di 30 anni fa, molto prima di quelli italiani e quindi godono di un maggiore riconoscimento rispetto ai vini italiani. Quindi, bisogna riuscire a spiegare al consumatore cinese che il vino italiano non è secondo per qualità a quello francese e che l’Italia, così come la Francia, ha una lunga storia e tradizione nella produzione di vino e che ogni anno si contende con la Francia il primato mondiale per produzione di vino.   

Quali sono i canali emergenti per la distribuzione di F&B in Cina? 

Come per la maggior parte dei prodotti, anche per la distribuzione dei prodotti alimentari le piattaforme di vendita online stanno assumendo un ruolo sempre più importante. Oltre alle piattaforme più note, come Taobao, Tmall e JD, ci sono anche piattaforme meno note come 拼多多PDD –Pingduoduo e gli e-shop di Wechat, e piattaforme di e-commerce transfrontaliero come Kaola 考拉海狗 e T-Mall Global国际天猫. Le vendite online in Cina continuano a crescere (+3.9% nel 2020 rispetto al 2019) con l’emergere, soprattutto in seguito all’epidemia covid, del fenomeno  dei live streaming 直播da parte di KOL e KOC (Key Opinion Leader e Key Opinion Consumer). Queste figure, specializzate in una categoria merceologica, godono della fiducia del consumatore e durante il live streaming presentano, provano e giudicano il prodotto, promuovendone la vendita online.     

 

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