08.06.2021. By Ilaria Tipa'

Hai dimenticato come si sorride dopo la laurea in cinese?

Hai dimenticato come si sorride dopo la laurea in cinese? 

Non possiamo lasciarti così, scopri come fare per ritrovare il sorriso!

Se hai deciso di leggere questo articolo è perché la frustrazione post-laurea ha cancellato il sorriso che ti ha accompagnato durante gli studi in cinese, quando eri felice e contento e ti accendevi quando qualcuno ti faceva i complimenti perché stavi studiando il cinese.

Ora le cose stanno un po’ diversamente, ti senti un po’ perso e forse persino disperato e hai davvero bisogno di cambiare la tua prospettiva su te stesso e sul mondo del lavoro. Spero davvero che tu abbia già provveduto a scaricare il nostro Kit Pratico per Lavorare con il Cinese.

Se lo hai fatto sono convinta che la tua visione di te stesso sia già cambiata non poco, ma c’è una forte possibilità che tu ti stia sentendo un po’ solo e che  dall’analisi che hai fatto con il Kit è emerso che non hai ancora una specializzazione spendibile direttamente nel settore che più ti interessa. Probabilmente hai anche scoperto che ti mancano le conoscenze settoriali e linguistiche applicabili al mondo del lavoro.

Lo so, questo ti crea ancora frustrazione, hai ragione. 

Nessuno te lo ha insegnato, d’altronde. Hai imparato finora un cinese che va benissimo per comunicare quotidianamente e sei sicuramente in grado di fare una lezione di letteratura cinese o di fare analisi del testo di un brano del 论语, ma nessuno ti aveva detto che non bastava per trovare lavoro.

Quello che hai imparato nel Kit Pratico (o che imparerai se lo scaricherai adesso), però, ti ha fatto prendere piena coscienza del punto in cui sei e se rileggi le risposte che hai dato alle domande, sono sicura che intravedi già la strada da seguire per arrivare al tuo obiettivo.

Per farti sentire meglio, meno disperato e per farti ritrovare speranza e motivazione, ho un regalo per te, una storia che voglio raccontarti.

Una Sino-Storia: Il sorriso di Francesca

(*Francesca è una giovane sinologa di 26 anni, laurea magistrale a Ca’Foscari, triennale alla Sapienza, 1 anno in Cina a Beiwai per perfezionare il suo cinese. Francesca è minuta, ha i capelli a caschetto castano chiaro, due grandi occhi nocciola e lo sguardo che brilla, per l’intervista ha indossato una camicia di seta molto cineseggiante, blu, con i fiorellini arancioni.)

Ciao, Francesca, ti va di raccontarmi una tua giornata normale?

Certo! Mi alzo la mattina alle 6 e vado a lavoro col sorriso sulla bocca, ogni santo giorno. 

Lavoro a stretto contatto con i cinesi quotidianamente, parlo il cinese per quasi 8 ore al giorno.

Arrivo a casa, la sera, mi guardo allo specchio e vedo nel riflesso la persona che volevo diventare, con lo stesso sorriso del mattino, ancora stampato in faccia. Nonostante le difficoltà, i problemi, i disguidi che mi trovo a gestire ogni giorno; nonostante ci siano ogni giorno parole cinesi che non ho trovato subito e ho dovuto cercare sul dizionario al volo; nonostante ci sia sempre tanto da migliorare… quel sorriso è sempre stampato sul mio viso.

Che bello! Ed è sempre stato così?

(*Francesca ride, si tocca i capelli con una mano e mi guarda per un lungo istante, poi diventa seria seria)

Assolutamente no. Mi sono laureata alla Sapienza di Roma nel 2017 e solo dopo la laurea mi sono resa conto di non avere assolutamente idea di cosa fare dopo. Parlavo cinese, certo, ero anche stata un anno in Cina per perfezionare la lingua, ma fino a dopo la laurea non mi ero mai posta la domanda fatidica: cosa me ne faccio di questo cinese?

Non so se è successo anche a te, ma io il cinese l’ho studiato per passione, perché mi affascinava la cultura orientale, e non avevo mai pensato che dopo aver passato quasi sei anni a studiare cinese, avrei anche dovuto trovare un lavoro.

Ho fatto una serie di colloqui infinita, andati tutti uno schifo. Ero veramente in crisi. Stavo per mollare il cinese. Che diamine, a quasi 2 anni dalla laurea magistrale non avevo esperienze lavorative alle spalle e mi sentivo uno schifo assoluto.

Ma non hai mollato! Per fortuna! E dimmi, come ha fatto questa ragazza a diventare quella col sorriso stampato in faccia che sei oggi?

(*Francesca ride di nuovo, mi guarda come se volesse dirmi: che me lo chiedi a fare, lo sai! poi fa un respiro e continua)

Dopo è successo che mi sono iscritta a un gruppo facebook, “I sinologi disperati” e ho scaricato il “Kit del sinologo disperato”. Ho fatto la riflessione che il Kit proponeva e per la prima volta mi sono fermata e ho capito quali erano i miei problemi e cosa dovessi fare. 

Il primo problema che avevo era che non mi ero mai fermata a pensare a cosa mi piacesse fare e in cosa fossi brava.

Ho lavorato per tutta la vita nell’agriturismo di famiglia. Sono brava a trattare con le persone, preparo itinerari nella mia zona da sempre e gli ospiti dell’agriturismo ne sono sempre stati felici.

Eppure non avevo mai pensato di combinare questo al cinese. Non avevo mai pensato di poter lavorare nel turismo seriamente e per di più con la lingua che tanto amo!!

Insomma, dopo il Kit, ho approfondito ancora lo studio con China Professionals e mi sono ulteriormente convinta di dovermi specializzare in China Travel, perché sentivo che mi mancavano competenze chiave per capire meglio il settore, fuori dalle mura dell’agriturismo di casa e non sapevo come fare per trasformare il mio cinese in uno strumento pratico da applicare al settore del turismo.

Dopo 3 mesi di studio intensissimo e di lavoro matto e disperatissimo mio personale, mi sono accorta che era davvero cambiato tutto. Ero pronta ad affrontare il mondo del lavoro con consapevolezza, sicurezza e tranquillità.

Ho fatto altri colloqui (oltre a una serie di attività per far arrivare i turisti cinesi nel mio agriturismo, ma questa è un’altra storia!) e sono stati esperienze completamente diverse. I recruiter mi trattavano diversamente, perché ero io a pormi in modo diverso. 

E così eccomi qui, è ora quasi un anno che lavoro come front-desk junior manager in un albergo di lusso e credo di poter dire con serenità che è davvero cambiato tutto, ma che l’inizio del cambiamento è stato quello dentro di me.

Una bella storia, vero? Non è certo l’unica che potrei raccontarti. Come dice Francesca, il punto di partenza per uscire dalla palude della disperazione in cui ti trovi e fare la differenza sei TU.

Quindi, se non hai ancora fatto l’analisi del Kit, fallo subito!

Read 150 times Last modified on Saturday, 10 July 2021 17:27
Ilaria Tipa'

Founder, Élite China Academy

Tenace, meticolosa, inarrestabile: questa sono io in 3 aggettivi. Avevo un grande sogno nel cassetto e con impegno e costanza l’ho trasformato in realtà: essere la prima interprete madrelingua italiana specializzata in simultanea cinese-italiano. Oltre a essere un ponte di comunicazione tra due Paesi, sono anche un’inguaribile appassionata di cultura cinese, in particolar modo di medicina tradizionale. Il mio segno particolare è la voglia di conoscere sempre cose nuove con immensa curiosità e l’essere sempre pronta ad affrontare nuove sfide.