21.06.2021. By Caterina Russo

Nessuna esperienza lavorativa, sei davvero spacciato davanti ai recruiter?

Nessuna esperienza lavorativa, sei davvero spacciato davanti ai recruiter? 

No, ci sono 2 cose che puoi avere per fare la differenza davanti a un recruiter e te le facciamo raccontare proprio da uno di loro.

Sono Caterina Russo di Élite China Academy e ho preparato qualcosa di veramente interessante per te.

Il contributo di un Recruiter, il dott. Damiano Bianco, specializzato nel recruitment di talenti per gruppi internazionali e che si focalizza principalmente su aziende con presenza sul mercato asiatico e cinese, visto che anche lui, come me e te è un sinologo!

Potevo trovare qualcuno di meglio per condividere una testimonianza con te? Credo proprio di no. Damiano è un professionista, giovane e già affermato nel recruitment internazionale, e sa bene quanta fatica costi studiare il cinese, perché ci è passato in prima persona.

Io mi fermo qui e ti lascio a leggere la sua testimonianza.

 Leggi con attenzione ogni parola, prendi appunti e preparati all'ennesimo cambiamento di prospettiva!

CATERINA: Ciao Damiano, siamo felici di averti con noi per questa testimonianza. Allora, andiamo subito al sodo: quando ti trovi di fronte un giovane sinologo con zero esperienza lavorativa alle spalle, cosa può fare la differenza nel colloquio di selezione?

DAMIANO: Ciao Caterina, grazie a voi per l'invito. La domanda è quanto meno puntuale. Quello che può fare un'enorme differenza sono le soft skill e le competenze trasversali alla conoscenza della lingua, così come l'avere le idee chiare su cosa si vuole.

CATERINA: Mi sembra veramente interessante questa prospettiva. E perché fanno la differenza, vuoi spiegarci meglio?

DAMIANO: Volentieri! La preparazione trasversale e le soft skill compensano la mancanza di esperienza diretta. Trovarsi di fronte una persona che sa quello che vuole, ha già studiato il settore, le sue caratteristiche (magari anche l'azienda stessa e il suo funzionamento) e ha sviluppato capacità trasversali e di supporto a quelle strettamente linguistiche, permette alle aziende di investire molto meno tempo nella formazione della risorsa da inserire.

CATERINA: Quindi, con queste competenze e soft skill è i ragazzi ottengono una considerazione diversa dalle aziende, vero?

DAMIANO: Questo è certo. L'ultima parola spetta poi sempre all'HR Director e all'azienda, ma ti assicuro che nella grande maggioranza dei casi sono ben più propensi ad accogliere al loro interno i ragazzi con incarichi e mansioni gratificanti, in linea con le posizioni offerte.

CATERINA: In base alla tua esperienza, questo atteggiamento costruttivo è diffuso nelle aziende?

DAMIANO: Io solitamente ho la fortuna di lavorare con aziende strutturate e “illuminate” che ragionano in questo modo e comprendono bene il valore potenziale di una risorsa del genere. Non ti nego che talvolta possa accadere che l'azienda (il più delle volte PMI) manchi di apertura mentale, di volontà di impiegare tempo e denaro nella giusta formazione, o che addirittura operi non proprio in buona fede. In questi casi è opportuno fare le proprie considerazioni ed è certamente più complesso convincere la linea ad offrire fin da subito compiti stimolanti ai nuovi assunti o convincerli della bontà della scelta. Nel malaugurato caso in cui è l’azienda stessa a non esprimere fin da subito correttezza d’intenti è fondamentale capire che probabilmente l’opportunità non fa al caso nostro.

Hai capito bene.

Damiano ti ha svelato un segreto preziosissimo, lo hai appuntato vero? 

Scrivilo bello grande, su un post-it e attaccalo dove lo vedi bene, ogni giorno.

 

Per sicurezza, te lo ribadisco cosi sono sicura che lo hai fissato bene in mente:

Idee chiare e soft skills compensano mancanza di esperienza.

Non ci avevi mai pensato, non lo sospettavi nemmeno, vero? 

Invece è così. 

Permettimi di essere molto diretta e di dirti la verità nuda e cruda: per fare la differenza hai bisogno di due ingredienti

  1. Il primo ingrediente sono le famose soft skill di cui parla Damiano. Non ti serve collezionare Master su Master e lauree su lauree, come fossero figurine Panini. Alla fine degli studi, quello che ti serve è sviluppare competenze pratiche, concrete.

  2. Il secondo ingrediente sono le idee chiare. Avere le idee chiare vuol dire sapere in che settore vuoi lavorare e come puoi fare la differenza. Lo so, anche se dopo il Kit le cose vanno meglio, brancoli ancora nella palude della sino-disperazione e non sai bene come uscirne. 

Non preoccuparti, un passo alla volta e un buon navigatore sono essenziali. 

Dove lo trovi questo navigatore? Clicca qui!

Read 159 times Last modified on Monday, 05 July 2021 15:45
Caterina Russo

Founder, Élite China Academy

Determinata, pragmatica e carismatica: questa sono io in 3 aggettivi. Da buona viaggiatrice ed esploratrice quale sono, sono sempre pronta a saltare su un aereo e vivere nuove avventure. Una di queste l’ho vissuta a Pechino, dove sono rimasta per 3 anni circondata da hutong e grattacieli. Da project manager per una grande azienda cinese, a professionista specializzata in internazionalizzazione d’impresa e management di progetti di cooperazione. Il mio segno particolare è il carico di determinazione e grinta che mi fa fissare obiettivi sempre più alti e tagliare sempre nuovi traguardi.