30.07.2021. By Caterina Russo

Lavorare con il Cinese: strategie per una professione 4.0

Lavorare con il Cinese: strategie per una professione 4.0

Studiare cinese è fare una scelta di vita, richiede anni di impegno e sacrifici, di memorizzazione e motivazione, la scrittura dei caratteri arriva a sfiorare il tunnel carpale, la pronuncia sembra uno scioglilingua. Eppure, nonostante le difficoltà, questa lingua mantiene il suo incredibile fascino. Infatti, sono sempre di più i ragazzi italiani che decidono di studiare l’idioma del Paese di Mezzo! 

Per chi completa il percorso di studi, però le difficoltà non sono terminate. Infatti, li aspetta forse la sfida più grande: inserirsi nel mondo del lavoro e trasformare la conoscenza della lingua in una professione. 

Il mercato del lavoro è sicuramente cambiato negli ultimi anni e richiede competenze sempre maggiori. Inoltre, spesso tende a dare per scontata la conoscenza linguistica. 

Sempre più giovani laureati si sentono dire in sede di colloquio “conosci il cinese! Bene, ma che altro sai fare?”, da qui la necessità di formarsi ulteriormente e creare un profilo professionale in grado di competere sul mercato del lavoro.

I dati non sembrano essere dei più incoraggianti, infatti, in base ad uno studio condotto su 403 laureati in lingua cinese intervistati nel 2019, si evince come la maggior parte dei laureati in cinese si ritrovi a non utilizzare o ad utilizzare raramente la lingua in ambito lavorativo. Infatti, il 24% dei partecipanti non la utilizza affatto, il 15% soltanto raramente e il 19% qualche volta. Inoltre, del campione analizzato soltanto il 40% risulta aver trovato una occupazione a un anno dalla laurea. Tra gli occupati, il 48% dei laureati triennali e il 37% dei magistrali ha un lavoro definito “non standard”, e rispettivamente il 20% e il 6,7% risulta lavorare senza un contratto. Il 47% dei laureati triennali e il 40% dei magistrali utilizza in modo ridotto le competenze acquisite durante gli studi, mentre il 33% e il 25% dei laureati ritiene di non utilizzarle per niente.                

Ne risulta come al termine degli studi universitari diventi cruciale capire come orientare le proprie scelte in modo da:

- ottenere le competenze richieste dal mercato del lavoro 

- potersi inserire facilmente e al più presto nella realtà lavorativa più adatta alle proprie caratteristiche professionali.

Come fare, dunque, la differenza?

Questa è la domanda principale che ci è stata rivolta negli anni da giovani sinologi e che oggi ci viene ancor più presentata dai nostri studenti. 

Non c’è una formula magica, lasciatecelo dire: si tratta di lavorare sodo, ampliare gli orizzonti, continuare a studiare - sì, dopo la laurea bisogna studiare più che mai! - ma si può fare!

Infatti, sebbene i dati sull’occupazione risultino preoccupanti, paradossalmente e parallelamente c’è sul mercato un disperato bisogno di figure qualificate che facilitino  i rapporti con la Cina. Le aziende hanno bisogno di qualcuno che abbia conoscenze settoriali, che sappia cosa fare (almeno in generale) e spesso non basta la sola conoscenza della lingua. 

Lo abbiamo vissuto anche noi: anni di studio, poi incertezze e frustrazioni, tirocini e stage, corsi di specializzazione e tanta gavetta. È stata proprio questa esperienza a permetterci di sviluppare un metodo innovativo per mettere a frutto i propri asset, cinese in primis, e far rinascere la fenice che è in noi.

Abbiamo testato il metodo con amici, colleghi, giovani di cui abbiamo avuto il piacere di esser mentori e abbiamo visto che funziona. Lo abbiamo condiviso nella nostra Community Facebook “Sinologi Disperati Unitevi!”, e da quello che abbiamo chiamato “Metodo Professione Cina” è nata la Élite China Academy, la nostra scuola per imparare a lavorare con il cinese. Si tratta di un progetto formativo che permette di padroneggiare in poco tempo le terminologie settoriali nel Business, Turismo e Interpretariato nonché le  nozioni teorico-pratiche che in genere si apprendono con anni di esperienza lavorativa sul campo. In questo modo, i nostri allievi riescono ad utilizzare il cinese come concreto strumento di lavoro per la propria realizzazione professionale.

Il Metodo Professione Cina è un’integrazione di conoscenze teorico-pratiche del settore e competenze avanzate e specifiche di lingua cinese. Inoltre, utilizza un approccio interattivo e dinamico in cui lo studente è al centro del processo di apprendimento. É composto da 3 step:

- idee chiare: su di sé e sul mondo del lavoro

- soft skill generali e settoriali 

- Conoscenze settoriali linguistiche + tecniche

Come fare, dunque, a sviluppare un proprio profilo professionale adatto alle necessità del mercato?

Per spiegarlo, di solito partiamo dall’immagine di due rette parallele, come due strade che procedono di pari passo e sono entrambe indispensabili per uscire dalla disperazione e iniziare ad applicare il cinese nel mondo del lavoro

La prima è lavorare su se stessi: è fondamentale capire chi sei e cosa puoi offrire al mercato di diverso dagli altri.

Poi bisogna conoscere il mercato: quando sai chi sei e cosa offri puoi analizzare cosa cerca il mercato e capire come puoi rispondere alle sue necessità.

Nella prima parte, invitiamo gli studenti a riflettere e a porsi le giuste domande per capire quali sono le competenze che hanno già, di cui spesso non sono consapevoli, ma che arricchiscono il loro profilo professionale. Nello specifico chiediamo ai ragazzi di creare un proprio profilo professionale, riflettendo sui seguenti punti: chi sono, cosa so fare bene e qual è un mio limite. Il passo successivo dell’auto-analisi è chiedersi se si è specializzati in qualcosa e in che settore o ambito si può fare la differenza. Tutto questo ha lo scopo di stimolare la riflessione e di mettere in risalto punti di forza che spesso i più giovani di noi sottovalutano. Ad esempio, suonare uno strumento musicale o avere una passione per la cucina possono diventare carte vincenti, se combinate con le competenze di lingua cinese, per distinguersi dagli altri.  

In seguito, forniamo gli strumenti per analizzare il mercato e i settori professionali in cui sono maggiormente richieste competenze di cinese. Soprattutto, insegniamo a interpretare il panorama lavorativo e seguirne le evoluzioni. Restare aggiornati e riqualificarsi continuamente sono le parole chiave.

Nella pratica, quello bisogna fare è:

  1. Scegliere un settore professionale che è più affine alle proprie competenze e inclinazioni. 
  2. Informarsi su Internet per capire le tendenze del settore ed essere preparati sui temi principali.
  3. Informarsi da persone che lavorano nel settore, cercare un mentore o un contatto a cui rivolgerci per comprendere meglio gli aspetti a volte nascosti della professione. Anche costruire una propria rete di contatti su Linkedin può essere una valida soluzione.
  4. Seguire un percorso di orientamento ed essere curiosi e disposti ad apprendere sempre nuove competenze
  5. Frequentare un corso professionale in uno o più settori per verificare la  propria propensione

Per lavorare su questi temi puoi aiutarti con il “KIT del Sinologo Disperato” scaricabile gratuitamente e chiarirti le idee sulla formazione Post-Laurea per chi studia cinese con questo webinar: accedi gratuitamente al webinar

加油! 

Read 182 times Last modified on Friday, 30 July 2021 09:41
Caterina Russo

Founder, Élite China Academy

Determinata, pragmatica e carismatica: questa sono io in 3 aggettivi. Da buona viaggiatrice ed esploratrice quale sono, sono sempre pronta a saltare su un aereo e vivere nuove avventure. Una di queste l’ho vissuta a Pechino, dove sono rimasta per 3 anni circondata da hutong e grattacieli. Da project manager per una grande azienda cinese, a professionista specializzata in internazionalizzazione d’impresa e management di progetti di cooperazione. Il mio segno particolare è il carico di determinazione e grinta che mi fa fissare obiettivi sempre più alti e tagliare sempre nuovi traguardi.