30.01.2022. By Ilaria Tipa'

Interpreti Professionisti di cinese si diventa: la mia storia

Sono Ilaria Tipà e come promesso, voglio raccontarti la mia storia. Lo voglio fare perché solo se sai da dove vengo puoi capire meglio perché ci tengo tanto a darti una mano e perché dal mio odio spassionato per gli interpreti improvvisati sono passata a pensare che occorra disinnescare il meccanismo alla base.

Forse mi conosci già, o forse hai sentito parlare di me in qualche occasione. 

Mi avrai visto come la co-fondatrice, insieme a Caterina Russo, di Sinologi Disperati Unitevi, la prima community di sinologi veramente attiva e focalizzata su consigli professionali e motivazionali per non buttarsi giù quando si studia o si cerca lavoro con il cinese.

O forse mi avrai vista sulle foto ufficiali e nei tg accanto al Presidente Mattarella durante la visita del presidente Xi Jinping, l’anno scorso, o insieme al Ministro degli Esteri … 

Ho deciso che avrei fatto l’interprete a 16 anni e mezzo, durante una visita al Parlamento Europeo, quando ho sentito, per la prima volta, degli interpreti lavorare in simultanea, prima di allora volevo fare la scrittrice.

Beh, ce l’hai fatta, starai pensando. Sì, ce l’ho fatta, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e anche 15 anni di fatica, studio indefesso e un bel po’ di “lacrime di sangue”, come direbbero i cinesi.

Ho incontrato persone che hanno tentato di farmi desistere, come la mia professoressa di francese del liceo, che mi ha detto che interpreti si diventa solo se si è raccomandati, altrimenti, scordatelo. O come alcuni colleghi cinesi che reputavano fossi inadeguata solo “perché italiana” e hanno tentato di mettermi i bastoni tra le ruote.

Ne ho incontrate altre, invece, che mi hanno sostenuta anche quando le mie idee sembravano folli. Quando volevo fare una tesi di laurea specialistica sull’interpretazione simultanea cinese-italiano e questa era considerata “impossibile”. 

Altre ancora, mi hanno prima buttata sotto terra dandomi poi una spinta a superare barriere che non vedevo nemmeno, come il prof. di intepretazione cinese-inglese a Taiwan che mi ha messa alla gogna davanti alla classe intera pensando che avessi fatto un disastro e si è dovuto ricredere. O come la “tigre”, l’imprenditrice taiwanese, che voleva abbandonassi il mio sogno per farle da assistente ed era quasi riuscita a convincermi...

Sono stata testarda, all’inverosimile a volte. Ho passato momenti difficili, come la prima volta in Cina, quando per 10 giorni ho mangiato solo riso bianco. O quando ero sicura che i toni non sarebbero mai migliorati. E altri meravigliosi, come quando sono entrata per la prima volta in cabina di simultanea e ho tradotto “cappuccetto rosso” dall’inglese all’italiano e ho sentito quella scossa di adrenalina che ti dice che quello è il tuo posto nel mondo.

Insomma, per coronare il mio sogno di diventare interprete ho studiato interpretazione di conferenza, ho lavorato per 2 anni senza sosta, ho sacrificato la vita sociale e avuto compagne d’avventura formidabili con cui allenarmi a ogni ora del giorno e della notte.

Ho dovuto inventare la simultanea professionale cinese-italiano perché non esisteva, c’era solo qualche madrelingua cinese che si improvvisava facendo danni infiniti. 

E poi ho iniziato a lavorare, a mettere in pratica quel che avevo appreso e anche a creare nuovi strumenti adatti al cinese, perché ciò che avevo imparato riguardava le lingue europee. 

All’inizio ho fatto qualsiasi cosa, fiere, incontri b2b, visite aziendali. Ho lavorato in ogni settore possibile. Solo molto dopo, diventata una professionista affermata, ho iniziato a scegliere i lavori e i settori e mi sono specializzata nel mondo istituzionale e della diplomazia dove sento di essere perfettamente a mio agio.

Insieme alla carriera professionale, è iniziata anche la mia battaglia contro gli interpreti improvvisati. Avevo sudato, studiato, presa di appunti e simultanea a colazione, pranzo e cena e ora, prima di ogni incarico, studiavo come una pazza, prendevo una mini-laurea in qualsiasi argomento mi capitasse e avevo mal di stomaco per 3 giorni prima di un nuovo lavoro.

Eppure, arrivata sul mercato continuavo a incontrare persone improvvisate interpreti, che spesso avevano rovinato i clienti. Io dovevo lavorare con persone ostili per colpa di chi si improvvisava. Non lo tolleravo.

Ero veramente arrabbiata. Più facevo bene il mio lavoro e più mi arrabbiavo.

Poi, però, ho iniziato a parlare con i colleghi improvvisati e ho capito una cosa: non era colpa loro. La maggior parte delle volte erano studenti di cinese o laureati che qualcuno aveva messo lì a “fare da interpreti”, e loro non avevano la minima idea di cosa si trattasse.

Questa consapevolezza ha trasformato la rabbia che provavo all’inizio in una spinta a cambiare le cose. Quelle persone, tutte quelle che parlavano cinese e volevano diventare interpreti e smettere di improvvisarsi, dovevano avere la possibilità di farlo. Non solo, anche chi voleva lavorare in un ambito diverso in cui poteva essergli richiesto di diventare interprete doveva avere la possibilità di procurarsi gli strumenti che gli occorrevano. 

Così è nato “Interpreti di Cinese si diventa”, l’unico corso che ti fornisce le basi teorico-pratico della professione e ti prepara ad acquisire gli “Strumenti del Mestiere” dell’interprete professionista di cinese.

Prima però, devi toglierti dalla testa le 3 false credenze sugli interpreti di cinese.

Credi che la via dell’interprete professionista di cinese sia quella migliore per te? 

Non ti resta che metterti a lavoro e addestrarti a dovere. Puoi iniziare dall’unico videocorso costruito su misura di sinologo per darti tutto quello che ti serve, dai concetti economici a quelli aziendali e strategici, per Diventare un interprete professionista di cinese.. 

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Read 77 times Last modified on Tuesday, 01 February 2022 12:40
Ilaria Tipa'

Founder, Élite China Academy

Tenace, meticolosa, inarrestabile: questa sono io in 3 aggettivi. Avevo un grande sogno nel cassetto e con impegno e costanza l’ho trasformato in realtà: essere la prima interprete madrelingua italiana specializzata in simultanea cinese-italiano. Oltre a essere un ponte di comunicazione tra due Paesi, sono anche un’inguaribile appassionata di cultura cinese, in particolar modo di medicina tradizionale. Il mio segno particolare è la voglia di conoscere sempre cose nuove con immensa curiosità e l’essere sempre pronta ad affrontare nuove sfide.