Caterina Russo

Caterina Russo

Founder, Élite China Academy

Determinata, pragmatica e carismatica: questa sono io in 3 aggettivi. Da buona viaggiatrice ed esploratrice quale sono, sono sempre pronta a saltare su un aereo e vivere nuove avventure. Una di queste l’ho vissuta a Pechino, dove sono rimasta per 3 anni circondata da hutong e grattacieli. Da project manager per una grande azienda cinese, a professionista specializzata in internazionalizzazione d’impresa e management di progetti di cooperazione. Il mio segno particolare è il carico di determinazione e grinta che mi fa fissare obiettivi sempre più alti e tagliare sempre nuovi traguardi.

Sei un Potenziale Guerriero del Business con la Cina?

Scoprilo subito e accedi a un esclusivo mini-addestramento!

Ti dicono da sempre che hai la faccia tosta, sei intraprendente quanto basta, ma ti sai anche controllare nelle situazioni più ostiche e sei preciso senza esagerare, tanto che quando serve lasci correre e prosegui per la tua strada.

Ti piace l’idea di lavorare nel commercio internazionale e di fare anche un po’ di spola tra l’Italia e la Cina, ti affascina gestire negoziati e trattative e anche il progetto di crearti una carriera di crescita professionale tutta tua.

So che ti ritrovi in tutto questo e ti faccio i miei complimenti! 

Sono Caterina Russo, la Comandante dei Guerrieri del Business con la Cina e sono davvero felice di sapere che sei potenzialmente uno dei nostri!

Ora hai le idee chiare e sai che il mondo del Business con la Cina è destinato a diventare il campo di battaglia in cui puoi fare la differenza, ma quanto ne sai davvero?

Lo puoi scoprire facilmente grazie a questo Addestramento di Base per Potenziali Guerrieri che abbiamo creato per te.

Come funziona il Mini-Addestramento?

Semplice! Tu leggi le prossime mail con attenzione e alla fine sei pronto a iniziare a fare sul serio nel mondo del business. 

Ecco cosa prevede il Mini-Addestramento:

  • Sfatiamo insieme le 3 false credenze su cosa vuol dire lavorare nel business con la Cina

  • Ti svelo i 6 ingredienti che ti servono per proseguire con l’addestramento

  • Ti spiego quali sono le figure professionali in cui un Guerriero del Business si può trasformare

  • Ti mostro i 3 pilastri su cui costruire il tuo futuro nel business con la Cina

Sei pronto? Spada e scudo impugnati? Bene! Continua a leggere qui.

Credi che la via del Guerriero del Business con la Cina sia quella migliore per te?

Non ti resta che metterti a lavoro e addestrarti a dovere. Puoi iniziare dall’unico videocorso costruito su misura di sinologo per darti tutto quello che ti serve, dai concetti economici a quelli aziendali e strategici, per Fare Business con la Cina senza Intoppi. 

Se invece non sei certo al 100% di essere un Potenziale Guerriero del Business, approfitta e prenota subito un esclusivo colloquio di Sino-Coaching per scoprire la tua strada con la guida dei nostri Sino-Coach in modo incredibilmente gratuito! Attiva il tuo Sino-Coaching rispondendo a 8 semplici domande: clicca qui.

Lavorare con il Cinese: strategie per una professione 4.0

Studiare cinese è fare una scelta di vita, richiede anni di impegno e sacrifici, di memorizzazione e motivazione, la scrittura dei caratteri arriva a sfiorare il tunnel carpale, la pronuncia sembra uno scioglilingua. Eppure, nonostante le difficoltà, questa lingua mantiene il suo incredibile fascino. Infatti, sono sempre di più i ragazzi italiani che decidono di studiare l’idioma del Paese di Mezzo! 

Per chi completa il percorso di studi, però le difficoltà non sono terminate. Infatti, li aspetta forse la sfida più grande: inserirsi nel mondo del lavoro e trasformare la conoscenza della lingua in una professione. 

Il mercato del lavoro è sicuramente cambiato negli ultimi anni e richiede competenze sempre maggiori. Inoltre, spesso tende a dare per scontata la conoscenza linguistica. 

Sempre più giovani laureati si sentono dire in sede di colloquio “conosci il cinese! Bene, ma che altro sai fare?”, da qui la necessità di formarsi ulteriormente e creare un profilo professionale in grado di competere sul mercato del lavoro.

I dati non sembrano essere dei più incoraggianti, infatti, in base ad uno studio condotto su 403 laureati in lingua cinese intervistati nel 2019, si evince come la maggior parte dei laureati in cinese si ritrovi a non utilizzare o ad utilizzare raramente la lingua in ambito lavorativo. Infatti, il 24% dei partecipanti non la utilizza affatto, il 15% soltanto raramente e il 19% qualche volta. Inoltre, del campione analizzato soltanto il 40% risulta aver trovato una occupazione a un anno dalla laurea. Tra gli occupati, il 48% dei laureati triennali e il 37% dei magistrali ha un lavoro definito “non standard”, e rispettivamente il 20% e il 6,7% risulta lavorare senza un contratto. Il 47% dei laureati triennali e il 40% dei magistrali utilizza in modo ridotto le competenze acquisite durante gli studi, mentre il 33% e il 25% dei laureati ritiene di non utilizzarle per niente.                

Ne risulta come al termine degli studi universitari diventi cruciale capire come orientare le proprie scelte in modo da:

- ottenere le competenze richieste dal mercato del lavoro 

- potersi inserire facilmente e al più presto nella realtà lavorativa più adatta alle proprie caratteristiche professionali.

Come fare, dunque, la differenza?

Questa è la domanda principale che ci è stata rivolta negli anni da giovani sinologi e che oggi ci viene ancor più presentata dai nostri studenti. 

Non c’è una formula magica, lasciatecelo dire: si tratta di lavorare sodo, ampliare gli orizzonti, continuare a studiare - sì, dopo la laurea bisogna studiare più che mai! - ma si può fare!

Infatti, sebbene i dati sull’occupazione risultino preoccupanti, paradossalmente e parallelamente c’è sul mercato un disperato bisogno di figure qualificate che facilitino  i rapporti con la Cina. Le aziende hanno bisogno di qualcuno che abbia conoscenze settoriali, che sappia cosa fare (almeno in generale) e spesso non basta la sola conoscenza della lingua. 

Lo abbiamo vissuto anche noi: anni di studio, poi incertezze e frustrazioni, tirocini e stage, corsi di specializzazione e tanta gavetta. È stata proprio questa esperienza a permetterci di sviluppare un metodo innovativo per mettere a frutto i propri asset, cinese in primis, e far rinascere la fenice che è in noi.

Abbiamo testato il metodo con amici, colleghi, giovani di cui abbiamo avuto il piacere di esser mentori e abbiamo visto che funziona. Lo abbiamo condiviso nella nostra Community Facebook “Sinologi Disperati Unitevi!”, e da quello che abbiamo chiamato “Metodo Professione Cina” è nata la Élite China Academy, la nostra scuola per imparare a lavorare con il cinese. Si tratta di un progetto formativo che permette di padroneggiare in poco tempo le terminologie settoriali nel Business, Turismo e Interpretariato nonché le  nozioni teorico-pratiche che in genere si apprendono con anni di esperienza lavorativa sul campo. In questo modo, i nostri allievi riescono ad utilizzare il cinese come concreto strumento di lavoro per la propria realizzazione professionale.

Il Metodo Professione Cina è un’integrazione di conoscenze teorico-pratiche del settore e competenze avanzate e specifiche di lingua cinese. Inoltre, utilizza un approccio interattivo e dinamico in cui lo studente è al centro del processo di apprendimento. É composto da 3 step:

- idee chiare: su di sé e sul mondo del lavoro

- soft skill generali e settoriali 

- Conoscenze settoriali linguistiche + tecniche

Come fare, dunque, a sviluppare un proprio profilo professionale adatto alle necessità del mercato?

Per spiegarlo, di solito partiamo dall’immagine di due rette parallele, come due strade che procedono di pari passo e sono entrambe indispensabili per uscire dalla disperazione e iniziare ad applicare il cinese nel mondo del lavoro

La prima è lavorare su se stessi: è fondamentale capire chi sei e cosa puoi offrire al mercato di diverso dagli altri.

Poi bisogna conoscere il mercato: quando sai chi sei e cosa offri puoi analizzare cosa cerca il mercato e capire come puoi rispondere alle sue necessità.

Nella prima parte, invitiamo gli studenti a riflettere e a porsi le giuste domande per capire quali sono le competenze che hanno già, di cui spesso non sono consapevoli, ma che arricchiscono il loro profilo professionale. Nello specifico chiediamo ai ragazzi di creare un proprio profilo professionale, riflettendo sui seguenti punti: chi sono, cosa so fare bene e qual è un mio limite. Il passo successivo dell’auto-analisi è chiedersi se si è specializzati in qualcosa e in che settore o ambito si può fare la differenza. Tutto questo ha lo scopo di stimolare la riflessione e di mettere in risalto punti di forza che spesso i più giovani di noi sottovalutano. Ad esempio, suonare uno strumento musicale o avere una passione per la cucina possono diventare carte vincenti, se combinate con le competenze di lingua cinese, per distinguersi dagli altri.  

In seguito, forniamo gli strumenti per analizzare il mercato e i settori professionali in cui sono maggiormente richieste competenze di cinese. Soprattutto, insegniamo a interpretare il panorama lavorativo e seguirne le evoluzioni. Restare aggiornati e riqualificarsi continuamente sono le parole chiave.

Nella pratica, quello bisogna fare è:

  1. Scegliere un settore professionale che è più affine alle proprie competenze e inclinazioni. 
  2. Informarsi su Internet per capire le tendenze del settore ed essere preparati sui temi principali.
  3. Informarsi da persone che lavorano nel settore, cercare un mentore o un contatto a cui rivolgerci per comprendere meglio gli aspetti a volte nascosti della professione. Anche costruire una propria rete di contatti su Linkedin può essere una valida soluzione.
  4. Seguire un percorso di orientamento ed essere curiosi e disposti ad apprendere sempre nuove competenze
  5. Frequentare un corso professionale in uno o più settori per verificare la  propria propensione

Per lavorare su questi temi puoi aiutarti con il “KIT del Sinologo Disperato” scaricabile gratuitamente e chiarirti le idee sulla formazione Post-Laurea per chi studia cinese con questo webinar: accedi gratuitamente al webinar

加油! 

Sai già quale settore del mercato del lavoro con il cinese fa al caso tuo?

Lavorare con il cinese non è facile, la prima difficoltà è capire quale settore è quello giusto per te: per questo ti serve una bussola.

Sei pronto a iniziare a lavorare con il cinese e farlo diventare un’arma per fare la differenza sul mercato del lavoro? Sì? benissimo. Abbiamo solo un problema. Sai anche quale settore è il migliore per te?

No, vero? Non ti preoccupare, non è colpa tua. Il problema è che nessuno ti ha mai spiegato quali sono le reali possibilità di lavorare con il cinese, quali i settori e le figure professionali a cui ambire.

Potrebbe darsi che tu abbia già una mezza idea e che pensi che un settore faccia più al caso tuo rispetto a un altro. 

Non ti far bloccare dai pregiudizi o dalle idee che ti sei fatto finora. 

É fondamentale che tu comprenda tutti e 3 i settori e le loro caratteristiche per poter prendere una decisione ben ponderata sulla tua carriera lavorativa futura.

Prova a cancellare quello che sai o che hai sentito dire in giro sui diversi settori. 

Concentrati sulle informazioni che abbiamo messo insieme per te, perché sono di prima mano e rappresentano una condensazione delle nostre esperienze lavorative dirette. Non c’è niente “per sentito dire”, solo realtà dei fatti.

Una cosa fondamentale è quella di ’ascoltare chi è già dentro il settore. Ecco.

Hai bisogno di entrare nei tre settori principali in cui puoi inserirti: il business, il turismo e l’interpretariato. 

Immagina di avere una possibilità incredibile di guardare dentro il Business, il Turismo e l’Interpretariato e i loro meccanismi con la guida di un esperto del settore.

Niente male, vero? Noi crediamo sia fondamentale, per quello abbiamo deciso di creare tre capitoli di approfondimento su ciascuno dei tre settori nel nostro corso navigatore,  China Professionals.

Ecco un altro Tip d’Élite per te:

Durante le lezioni tieni a portata di mano l’agenda o il file degli appunti e segnati: cosa ti piace di più di quello che ti diciamo, cosa ti sorprende di più, in quale aspetto dei singoli settori ti ritrovi di più e in quale di meno.

Questi appunti ti saranno molto utili per proseguire il tuo percorso per diventare un vero Professionista del Cinese.

-> Se brancoli nel buio e non sai da dove iniziare puoi fare il nostro quiz creato a misura di sinologo per comprendere quale settore sia più vicino alle tue caratteristiche.

Nessuna esperienza lavorativa, sei davvero spacciato davanti ai recruiter? 

No, ci sono 2 cose che puoi avere per fare la differenza davanti a un recruiter e te le facciamo raccontare proprio da uno di loro.

Sono Caterina Russo di Élite China Academy e ho preparato qualcosa di veramente interessante per te.

Il contributo di un Recruiter, il dott. Damiano Bianco, specializzato nel recruitment di talenti per gruppi internazionali e che si focalizza principalmente su aziende con presenza sul mercato asiatico e cinese, visto che anche lui, come me e te è un sinologo!

Potevo trovare qualcuno di meglio per condividere una testimonianza con te? Credo proprio di no. Damiano è un professionista, giovane e già affermato nel recruitment internazionale, e sa bene quanta fatica costi studiare il cinese, perché ci è passato in prima persona.

Io mi fermo qui e ti lascio a leggere la sua testimonianza.

 Leggi con attenzione ogni parola, prendi appunti e preparati all'ennesimo cambiamento di prospettiva!

CATERINA: Ciao Damiano, siamo felici di averti con noi per questa testimonianza. Allora, andiamo subito al sodo: quando ti trovi di fronte un giovane sinologo con zero esperienza lavorativa alle spalle, cosa può fare la differenza nel colloquio di selezione?

DAMIANO: Ciao Caterina, grazie a voi per l'invito. La domanda è quanto meno puntuale. Quello che può fare un'enorme differenza sono le soft skill e le competenze trasversali alla conoscenza della lingua, così come l'avere le idee chiare su cosa si vuole.

CATERINA: Mi sembra veramente interessante questa prospettiva. E perché fanno la differenza, vuoi spiegarci meglio?

DAMIANO: Volentieri! La preparazione trasversale e le soft skill compensano la mancanza di esperienza diretta. Trovarsi di fronte una persona che sa quello che vuole, ha già studiato il settore, le sue caratteristiche (magari anche l'azienda stessa e il suo funzionamento) e ha sviluppato capacità trasversali e di supporto a quelle strettamente linguistiche, permette alle aziende di investire molto meno tempo nella formazione della risorsa da inserire.

CATERINA: Quindi, con queste competenze e soft skill è i ragazzi ottengono una considerazione diversa dalle aziende, vero?

DAMIANO: Questo è certo. L'ultima parola spetta poi sempre all'HR Director e all'azienda, ma ti assicuro che nella grande maggioranza dei casi sono ben più propensi ad accogliere al loro interno i ragazzi con incarichi e mansioni gratificanti, in linea con le posizioni offerte.

CATERINA: In base alla tua esperienza, questo atteggiamento costruttivo è diffuso nelle aziende?

DAMIANO: Io solitamente ho la fortuna di lavorare con aziende strutturate e “illuminate” che ragionano in questo modo e comprendono bene il valore potenziale di una risorsa del genere. Non ti nego che talvolta possa accadere che l'azienda (il più delle volte PMI) manchi di apertura mentale, di volontà di impiegare tempo e denaro nella giusta formazione, o che addirittura operi non proprio in buona fede. In questi casi è opportuno fare le proprie considerazioni ed è certamente più complesso convincere la linea ad offrire fin da subito compiti stimolanti ai nuovi assunti o convincerli della bontà della scelta. Nel malaugurato caso in cui è l’azienda stessa a non esprimere fin da subito correttezza d’intenti è fondamentale capire che probabilmente l’opportunità non fa al caso nostro.

Hai capito bene.

Damiano ti ha svelato un segreto preziosissimo, lo hai appuntato vero? 

Scrivilo bello grande, su un post-it e attaccalo dove lo vedi bene, ogni giorno.

 

Per sicurezza, te lo ribadisco cosi sono sicura che lo hai fissato bene in mente:

Idee chiare e soft skills compensano mancanza di esperienza.

Non ci avevi mai pensato, non lo sospettavi nemmeno, vero? 

Invece è così. 

Permettimi di essere molto diretta e di dirti la verità nuda e cruda: per fare la differenza hai bisogno di due ingredienti

  1. Il primo ingrediente sono le famose soft skill di cui parla Damiano. Non ti serve collezionare Master su Master e lauree su lauree, come fossero figurine Panini. Alla fine degli studi, quello che ti serve è sviluppare competenze pratiche, concrete.

  2. Il secondo ingrediente sono le idee chiare. Avere le idee chiare vuol dire sapere in che settore vuoi lavorare e come puoi fare la differenza. Lo so, anche se dopo il Kit le cose vanno meglio, brancoli ancora nella palude della sino-disperazione e non sai bene come uscirne. 

Non preoccuparti, un passo alla volta e un buon navigatore sono essenziali. 

Dove lo trovi questo navigatore? Clicca qui!

Sai davvero che cosa vogliono le aziende da te? 

Scoprilo ora!

Sai già come funziona, di base, il “mostro” del mercato? Non ancora? Questo mi dispiace molto. Perché se non sai come affrontare il Mostro che si nasconde nella Palude della Sino-Disperazione, il mercato del lavoro, sei nei guai.

No, non devi disperarti. Ci sono io qui per darti una mano a chiarire le cose.

Ti dico, in poche parole, ciò che hai bisogno di sapere sul Mostro della Palude prima di andare avanti e dove trovare maggiori informazioni su questo.

Devi comprendere bene:

  • quali sono i settori possibili in cui inserirti con le tue competenze con il cinese

  • quale tra questi settori è il migliore per te con le tue caratteristiche e abilità

Puoi trovare molte informazioni su tutto questo nell’unico strumento ideato appositamente per te, giovane parlante di cinese, per permetterti di trasformare il tuo cinese accademico e quotidiano in un’arma per lavorare, il Kit Pratico per Lavorare con il Cinese!

Qui però,  voglio approfondire con te cosa vogliono le aziende, cosa si aspettano da te.

Ti svelerò la singola cosa che le aziende cercano da te: seguimi.

Acquisire in azienda una nuova risorsa presuppone mesi spesi nella sua formazione. Un giovane laureato appena esce dal protetto mondo dell’università, non è quasi mai formato per lavorare. Durante gli anni universitari ha messo da parte un pesante bagaglio di nozioni, ma QUASI MAI sa come metterle in pratica per utilizzarle a livello lavorativo! 

Sicuramente ti sarai accorto anche tu che, una volta terminata l’università, le tue conoscenze di letteratura cinese classica e la capacità di citare Confucio non sono tra le competenze più ricercate dalle aziende. Hai imparato a parlare la lingua, più o meno bene, ma se dovessi utilizzare questa lingua per effettuare una compravendita, gestire una procedura di import-export, interpretare una conferenza sul clima o preparare un preventivo e un pacchetto turistico per il mercato cinese, ti sentiresti pronto?

Ne dubito. Non preoccuparti comunque, non sei il solo. 

A breve ti svelerò come si fa ad arrivare pronti a delle situazioni lavorative del genere, ma prima lascia che ti sveli realmente cosa vogliono le aziende.

Come ti dicevo, se non hai un certo grado di professionalizzazione, le aziende devono formarti per diversi mesi per fare in modo che la tua conoscenza del cinese possa essere applicata all’azienda e al settore in cui opera e che tu possa capire come funziona tutto questo. C’è anche la possibilità che dopo i primi mesi tu decida di andartene, perché hai capito che quel settore non ti piace e non fa al caso tuo. In quel caso l’investimento dell’azienda risulterà inutile.

Ecco ora sai cosa cerca quindi un’azienda: qualcuno che abbia conoscenze specifiche del settore, in modo da ridurre i tempi di formazione, e che abbia le idee chiare su cosa vuol dire lavorare in quell’ambito, in modo da abbassare il rischio di drop out dopo pochi mesi.

Ora che sai questo sai anche cosa puoi fare di diverso: Dimostrare che hai le idee chiare e che puoi fare la differenza. 

Se brancoli nel buio e non sai da dove iniziare puoi fare il nostro quiz creato a misura di sinologo per comprendere quale settore sia più vicino alle tue caratteristiche.

Perché lo studio del cinese è tanto appassionante da studente quanto frustrante da neo-laureato? Dov’è la fregatura?

Questo articolo ti mostrerà il metodo concreto per gestire la frustrazione delle aspettative sul tuo cinese e a uscire dalla situazione di stallo.

 

Prova a ripensare per un istante al momento in cui hai deciso di intraprendere lo studio del cinese. Se quel momento coincide con la fine del liceo ti sarà sicuramente capitato di sentire pareri positivi di insegnanti, familiari, conoscenti, di incrociare gli sguardi incuriositi delle persone che sentivano per la prima volta della tua scelta, un po’ insolita e senza dubbio originale. 

A qualcuno avrai anche sentito dire la solita frase; “bravo, studia cinese che troverai subito un buon lavoro”.

Infondo è vero che studiare il cinese sta diventando qualcosa di sempre più ambito e le persone che parlano cinese sono sempre più ricercate nel mondo del lavoro, tanto che il 40% delle persone intervistate da Yougov.com ritiene che il cinese sia la migliore seconda lingua da conoscere.

Tuttavia, se sei qui a leggere questo articolo sicuramente non sei tra quelli che questa meravigliosa lingua l’hanno studiata SOLO perché “col cinese si trova lavoro”. Sono certa che quello che guida te, insieme a tantissimi altri giovani sinologi, è una passione smisurata per la cultura e per la lingua.

Ti ricordi l’entusiasmo che avevi quando per le prime volte, semplicemente unendo qualche tratto, scrivevi dei caratteri cinesi sul tuo quaderno a quadrettoni?

Tutto era bellissimo all’inizio, la tua soddisfazione personale cresceva sempre di più ed insieme anche l’entusiasmo di chi ti stava intorno. Chiunque ti ammirava e si congratulava con te per la tua scelta ed i tuoi successi, tu imparavi così in fretta e in un attimo ecco che arriva “finalmente” la laurea. 


E adesso?

Quando finisci gli studi vorresti essere davvero fluente in cinese, vorresti capire tutto, o almeno buona parte e sentirti sicuro e preparato per affrontare il prossimo step: il lavoro.

Siamo tra di noi qui e possiamo dircelo:  Purtroppo non funziona proprio così! 
Tu l’entusiasmo lo hai ancora e sei bravo eccome… ma sei consapevole che quel che hai da offrire al mondo del lavoro potrebbe non essere abbastanza e dopo tutti questi anni di studio non è certo l’entusiasmo di scrivere i caratteri a ripagare gli sforzi. 


Ma allora dov’è la fregatura? 

Ti svelo un segreto: se leggerai attentamente tutti i nostri consigli per te NON ci sarà alcuna fregatura.

Ma come prima cosa è davvero importante per chi intraprende gli studi del cinese prendere consapevolezza del fatto che ci si imbatte in due problemi principali:

  1. Il primo problema sai dov’è? È nella testa di chi è intorno a te. I tuoi genitori, per primi, e le persone più vicine a te, alla fine degli studi, si aspetteranno che tu sia pronto a usare quello che hai imparato, quindi il cinese, per la tua carriera.

  2. Questo ci porta al secondo problema. A differenza di altre professioni, dove il percorso di studi è più chiaro e lineare, un sinologo DEVE costruirsi da solo la sua professionalità

E’ proprio su questo secondo punto che vorrei soffermarmi per farti riflettere sul fatto che la colpa non è tua, è il cinese che è difficile e l’approccio che è sbagliato!

La verità è che siamo ingenuamente abituati a pensare che le competenze richieste per il mondo del lavoro si possano acquisire durante gli studi e ci illudiamo che basti completare un percorso predefinito per raggiungere gli obiettivi prefissati. 

Ma questo non è altro che un enorme mito da sfatare! Per il cinese più che mai! 

Questo è anche il motivo per cui le persone intorno a te non possono proprio capire, nemmeno lontanamente, come ti senti e quanto le loro aspettative non corrispondano alla realtà.

Quello che vogliamo far capire a tutti i sinologi disperati è che lavorare con il cinese non è la conseguenza immediata di laurearsi in cinese e che tu devi essere il primo a comprendere questo concetto per poter gestire al meglio le aspettative e la pressione di chi si aspetta l’impossibile da te. 

Adesso che abbiamo analizzato razionalmente i principali problemi di tuo sino-viaggio quello che devi fare tu è accettare che le cose non siano andate come ti aspettavi e far capire a chi ti circonda perché non è così semplice come si pensa e che troppo spesso i tuoi sforzi e gli ostacoli del tuo percorso sono sottovalutati.

 

Ma è finalmente tempo di uscire dalla disperazione post-laurea e ottenere le skill e le competenze per lavorare con il cinese! 

Tutto questo significa che smetti di sentirti inadeguato e sarai all’altezza di affrontare il mondo del lavoro. Per farlo devi passare per i 3 Step del Metodo Professione Cina:

  • Step 1 Idee Chiare: chi sei, cosa sai fare, dove vuoi arrivare e come settare i passaggi chiave per raggiungere i tuoi obiettivi in modo concreto e con deadline precise.
  • Step 2 Soft Skill Generali e Settoriali: Le soft skill generali sono un valore aggiunto che negli studi formali vengono trascurate, ma sono essenziali, sono tutte quelle abilità e competenze trasversali che ti permettono di emergere rispetto alla massa. Le Soft Skill Settoriali, invece, le puoi sviluppare quando hai scelto il settore che fa per te e vanno di pari passo con lo Step 3.
  • Step 3 Conoscenze Settoriali Linguistiche e Non: Con le idee chiare scegli il settore che fa per te e sei pronto a sviluppare la tua professionalità con una formazione adeguata, sia applicando il tuo cinese a quel settore che sviluppando le soft e le hard skill che ti servono per distinguerti e avere successo.

 

Questi tre punti sono i concetti fondamentali che devi tenere a mente quando la frustrazione avanza e gli altri continuano a non capire la tua situazione. 

Sei pronto a scoprire come fare ad applicare il Metodo Professione Cina e a trasformarmi in un Professionista del Cinese subito?

Iscriviti subito al sino-coaching gratutito: un'esclusiva sessione di consulenza che ti permette di scoprire con precisione a che punto sei e cosa devi fare per trasformarti da sinologo sull’orlo della disperazione in un Professionista del Cinese.

Ecco come funziona il Sino-Coaching : 

  1. Prima di tutto faremo 8 rapide domande per conoscerti meglio e capire a che punto sei nella tua strada per diventare un Professionista del Cinese. Le domande sono fondamentali per noi per poterti guidare al meglio nel tuo percorso di formazione, quindi rispondi con attenzione :)
  2. In base alle informazioni che ci darai rispondendo alle domande attiveremo la tua sessione di Sino-Coaching Gratuito per guidarti verso il mondo del lavoro con il cinese.
  3. A questo punto la tua parte è quasi finita, dovrai, infatti, controllare la tua email perché riceverai le istruzioni per le fasi successive.
  4. Ti guideremo step by step con informazioni e spiegazioni su misura per te, per trasformarti nel Professionista del Cinese che sei destinato a diventare, sulla base della tua situazione, ti daremo informazioni e consigli su:
  • Come migliorare il tuo cinese

  • Come chiarirti le idee su chi sei e cosa sai fare davvero

  • Come scoprire in cosa sei pronto a fare la differenza
  • Come prepararti per affrontare al meglio un colloquio di lavoro
  • Come scrivere un cv che funzioni
  • Come sviluppare quei talenti che già hai, ma non lo sai

E molto, molto altro, sulla base di quello che ci dirai rispondendo alle domande.

Saremo lì per sostenerti e se avrai bisogno potrai prenotare una sessione di live-coaching con i nostri Coach.

Ci stai ancora pensando?

Attiva subito la tua sessione di Sino-coaching gratuito, una consulenza a questo livello tarata precisamente sulle tue esigenze normalmente costa almeno 250-300€, ma noi te la regaliamo, perché ci teniamo davvero a cambiare le cose e a smettere di vedere centinaia di giovani sinologi perdersi alla fine degli studi e finire intrappolati in quella che chiamiamo la Palude della Sino-Disperazione.

 

 

Sei soddisfatto del tuo percorso accademico ma non ti senti ancora sicuro del tuo cinese? 

È arrivato il momento di scoprire come fare per migliorare il tuo cinese e portarlo ad un nuovo e più alto livello che ti renda competitivo nel mondo del lavoro.


Eccoti qui! Ben arrivato alla tappa obbligatoria del cammino di ogni sinologo disperato. Siediti pure e prenditi un attimo per rifocillarti, dopo tutta la strada che hai fatto te lo meriti di sicuro! 

Quando dico "strada" intendo il percorso accademico che ti ha portato fin qui. Dunque fammi indovinare… laurea triennale in lingue orientali e una specialistica in mediazione linguistica? No aspetta, forse tu sei più tipo da magistrale in interpretariato e traduzione? Oppure stai pensando ad un master? 

Qualsiasi sia la strada che hai percorso fin qui o le ragioni che ti abbiamo spinto fino a questo punto sappi che arriva per tutti, prima o poi, il momento di mettere a confronto gli anni di studio con il livello di conoscenza del cinese raggiunto.

Molti laureati come te pensano di avere un cinese inadeguato per inserirsi nel mondo del lavoro, ma in pochi hanno davvero gli strumenti per capire se questa sensazione sia reale o solo frutto di insicurezza.

Del resto, qui parliamo di un dubbio esistenziale, come si fa a rispondere a una domanda difficile come: quali sono i parametri per capire davvero se il tuo cinese va bene o no?

Quando sei all’università sicuramente puoi ricevere un feedback dai voti degli esami, oppure puoi decidere di prendere una certificazione HSK. Tuttavia, ti sarai accorto da solo, che questi criteri non sono affatto validi per valutare la tua preparazione reale ed effettiva per il mondo del lavoro.

Ecco le 3 risposte più diffuse a questo dilemma:

  • Rimandare questo interrogativo alla fine degli studi
  • Decidere di andare in Cina per migliorare la lingua 
  • Abbandonare il  cinese e fare altro


Escludendo l’ultimo caso, che immagino non sia il tuo dato che sei qui a leggere, nel primo e nel secondo caso il risultato sarà sempre lo stesso: il problema si ripresenterà ancora tale e quale, sarà solo rimandato nel tempo.

La verità è che lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle, partire per la Terra del Dragone senza un progetto chiaro e specifico può, sì aiutarti a sbloccare il tuo cinese e migliorare la tua capacità di comunicare con la lingua di tutti i giorni, ma non di certo a prepararti per lavorare con il cinese. Non se lo fai senza un progetto e degli obiettivi davvero chiari.

Se stai pensando a qualcosa del tipo: “è tutto inutile”, aspetta prima di chiudere questa pagina e guardare dall’altra parte e continua a leggere quello che ho da dirti.  

Per prima cosa è importante tenere a mente che di studiare il cinese non si smette mai.

Non esiste il momento in cui si infiocchetta un buon livello di cinese e ci si accomoda dietro ad una scrivania dimenticando per sempre toni e caratteri.

La certezza assoluta non si può comprare da nessuna parte e ci sarà sempre qualcosa di nuovo dietro l’angolo da sapere, da studiare o su cui aggiornarsi. Questo non significa che le tue incertezze rimarranno invariate, al contrario, se seguirai i consigli che ti darò scoprirai che nuove certezze prenderanno il sopravvento e tutta questa conversazione ti sembrerà solo un brutto ricordo. 

Cosa devi fare, dunque, per eliminare il senso di inadeguatezza? 

Apri bene le orecchie perché quello che sto per dirti ti suonerà un po’ insolito:

Tu  hai già in mano tutte le carte vincenti che ti servono per passare da un cinese “troppo accademico” ad un cinese adatto a diventare competitivo nel mondo del lavoro solo che non sai come giocarle e io sono qui proprio per questo. 

Ecco la ricetta in 5 punti per eliminare un pezzo alla volta il senso di inadeguatezza che accompagna te e il tuo cinese da subito.

Ti sento: non dire che inizi domani, no! Non funziona così, queste cose devi iniziare a metterle in pratica proprio adesso, appena hai finito di leggere. 

  1. La prima metà della mela del sinologo disperato: 10 minuti di ascolto al giorno tolgono l’ansia da comprensione di torno! Cosa ascolti? Che me ne importa! Ascolta qualcosa che ti aggradi, che ti interessi, prima coi sottotitoli (sì, pure in inglese all’inizio, ok), poi senza, fai una cosina graduale, fatta bene.
  2. Ti ricordi quello che hai ascoltato? Bravo. Ora prova a riassumerlo, in cinese, a parole tue e infilaci in mezzo quelle cose interessanti che ti sei appuntato mentre ascoltavi. Mentre parli, registrati e riascoltati, fa miracoli risentirsi per i toni, parola mia.
  3. La seconda metà della mela del sinologo disperato: dato che ci sei, altri 10 minuti dedicali a leggere in cinese, sempre qualsiasi cosa, come sopra e ripeti il punto 2.
  4. Te lo sei fatto qualche amico cinese nel frattempo? No? Bene, è il momento di farlo adesso. Sono 1,4 miliardi, ce ne sarà uno che vuole diventare tuo amico, no? Prova a cercare su SinologiDisperatiUnitevi, non si sa mai.
  5. Dimenticati le liste di 生词. Non fare quella faccia, hai letto bene. Niente più 生词, comincia (hai già iniziato con la strategia della mela in realtà) a imparare le parole che trovi nei loro contesti d’uso ed espressioni combinate, non parole singole a casaccio.

Cosa ne pensi? Te lo dicevo che sarebbe stato un po’ insolito, sono sicura che non ti aspettavi una risposta così “semplice”. 

Ebbene sì, ti sorprenderà ancor di più scoprire che seguire con costanza questi semplici consigli ti porterà a dei benefici immediati. 

Una volta che avrai acquisito la sicurezza che cercavi non dovrai fare altro che capire qual è il settore più adatto a te e specializzarti in quell’ambito.  

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Saturday, 29 December 2018 16:21

A tavola con i cinesi

Quasi sempre accade che se c’è una delegazione di ospiti cinesi si debba pensare anche all’organizzazione dei pranzi o delle cene da trascorrere insieme.

Se ai livelli più alti e più ufficiali il problema si pone relativamente perché le cene ufficiali non prendono poi così tanto in considerazione i gusti degli amici stranieri, le cose cambiano radicalmente quando sono delle aziende o gli organizzatori di eventi più piccoli a essere alle prese con i menù per gli ospiti cinesi, soprattutto se le visite durano più giorni e quindi un maggiore numero di pasti va pensato.

Se c’è un aspetto che lega la cultura italiana a quella cinese è senz’altro l’importanza che viene attribuita al cibo e al vero e proprio rito del mangiare insieme, che sia in famiglia, con gli amici o per un incontro d’affari, per cinesi e italiani se ciò avviene davanti a un piatto pieno e con un bicchiere colmo sotto gli occhi, è sicuramente meglio.

Sedersi intorno a un tavolo con amici, colleghi, partner e familiari è dunque un punto di incontro tra due mondi diversi, ciò che cambia, però, sono le consuetudini che regolano questi momenti di convivialità e sicuramente sono anche i contenuti di quel piatto e di quel bicchiere.

Ai cinesi piace mangiare italiano o meglio portarli ai ristoranti cinesi? Ordiniamo un risotto e li facciamo contenti? Meglio portarli a mangiare carne o pesce? E la pizza, la mangiano? Meglio un menù fisso o farli ordinare alla carta?

Per aiutarvi a risolvere questi interrogativi esistenziali e di fondamentale importanza, abbiamo pensato alla serie di articoli che seguiranno questo. Raccontateci anche voi se avete avuto esperienze in merito e come le avete gestite utilizzando l’hashtag #Atavolaconicinesi.

Di questa serie fanno parte:

Tuesday, 12 March 2019 16:13

Cosa bere con i cinesi

Per la nostra serie #ATavolaConiCinesi continuiamo il viaggio nel galateo a tavola con gli ospiti cinesi e dopo i consigli generali su Cosa Mangiare con i Cinesi 

Molto spesso capita a noi italiani di pensare che gli stranieri siano strani. Hanno strani gusti, soprattutto per il mangiare e beh, diciamocelo, anche per il bere. Non posso dimenticare il volto sconvolto del cameriere della mia pizzeria di fiducia quando mio cugino, in visita dal Regno Unito, ha ben pensato di ordinare un cappuccino per accompagnare la sua quattro formaggi … E se a così poca distanza geografica abbiamo già delle diversità così evidenti, che succede quando ci troviamo a bere qualcosa con i nostri cari amici o ospiti cinesi?

Dobbiamo considerare due situazioni principali: il caso in cui sono gli ospiti cinesi a venire in Italia e siamo noi a portarli a bere o a mangiare qualcosa e quello, forse persino più complesso, quando siamo noi italiani a essere ospiti in sinica terra.

Cosa Dare da Bere ai Cinesi in Italia

La prima cosa fondamentale eppure per nulla scontata per noi è Acqua Calda.

Niente più, niente meno.

I cinesi difficilmente bevono acqua di frigorifero, soprattutto le donne e soprattutto in determinati periodi del mese, e difficilmente sono abituati all’acqua frizzante, alle nostre tanto amate bollicine, le conoscono e le apprezzano solo i cinesi facoltosi e ormai avvezzi alle usanze esotiche occidentali.

Quello che i cinesi bevono, di base, è 开水 kaishui  ovvero, acqua bollita. In Cina è importante differenziare acqua calda e acqua bollita perché, beh, i problemi di inquinamento idrico fanno sì che non si possa assolutamente bere l’acqua calda del rubinetto, ma si debba sempre e comunque bere l’acqua dopo averla bollita sperando di aver così debellato buona parte dei batteri che essa contiene. I cinesi hanno fatto di necessità virtù e seguendo i dettami della medicina tradizionale che dice che i liquidi troppo freddi danneggiato il Qi, l’energia dello stomaco e della milza che governano l’assorbimento delle sostanze nutritive, hanno sviluppato l’abitudine di bere kaishui.

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Non solo bevono l’acqua preferibilmente calda o tiepida anche d’estate, ma la considerano anche una panacea per tutti i mali del mondo, o quasi.

Ricordo nitidamente una terribile raucedine che mi colpì proprio il giorno prima della Festa di Natale dell’università in cui avrei dovuto fare da presentatrice degli spettacoli degli studenti stranieri, non riuscivo praticamente a parlare e la mia professoressa è stata ferrea nel volere che bevessi almeno e dico almeno sette tazze di kaishui nel giro delle sue tre ore di lezione. Sembrerà impossibile, ma a fine giornata, dopo anche un paio di bicchieri di tisana zenzero e miele, sempre propinatomi dalla mia prof., la voce era tornata al suo posto e lo spettacolo del giorno dopo andò per il meglio.

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Tip d’élite:

Quando avete ospiti cinesi, non dimenticatevi di mettere a disposizione, non solo nei buffet, ma anche durante le riunioni, insieme alle bottiglie d’acqua minerale (meglio a temperatura ambiente) ponete sui tavoli dei termos d’acqua calda, gli ospiti cinesi ve ne saranno grati.

Collegato all’acqua calda, vien da sé, c’è il Tè.

Bevanda nazionale, oro verde cinese insieme alla giada. Sul tè avremo modo di dire molto e di entrare nel dettaglio, di scoprirne insieme varietà e sfumature, ma insomma, i cinesi amano il tè. E se possono scegliere, lo preferiscono al caffè, dunque se potete, dopo avergli fatto provare un espresso che berranno – nella maggior parte dei casi- più per farvi piacere che perché ne apprezzano davvero l’amaro sapore – tranne poche eccezioni – offritegli del tè.

Ma lo sapete, vero, che ci sono tè e tè?

Quando chiedete a un cinese se preferisce caffè o tè, vi dirà, probabilmente, tè; ma quando vi vedrà arrivare con una bustina di lipton lo vedrete rabbuiarsi un attimo, un sentimento di spaesamento che cercherà di mascherare con un sorriso e vi ringrazierà, berrà il tè, persino.

Dovete però sapere che in Cina non si beve tè in bustine, o meglio, l’unica eccezione sono le bustine di seta con dentro le foglioline intere e di qualità. Non è certo necessario che diventiate esperti di tè, basta poco.

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Tip d’élite:

Basta che andiate a un supermercato fornito o in erboristeria e prendiate 50 o 100g di tè in foglie e che lo mettiate su un piattino o in un barattolo sul tavolo del buffet o su quello della riunione, vedrete sguardi grati e sollevati dei vostri ospiti.

Altrimenti, limitatevi all’acqua calda, nella maggior parte dei casi, vedrete i vostri amici tirar fuori dalle tasche o dalle borse delle esotiche bustine di carta alluminio di mille colori da cui tireranno fuori le foglie di tè da viaggio che ormai hanno imparato a portare con loro, mono porzione, per le emergenze.

 

Saturday, 22 December 2018 16:11

Cinalateo: cosa fare e non fare con i cinesi

I cinesi, si sa, sono strani. O forse no, forse sono solo diversi da noi. Forse è solo che vengono da un altro mondo. Un mondo che si scopre solo quando ci si avvicina a esso, per rendersi conto che, a nostra quasi totale insaputa, lontano da noi, ma poi nemmeno così tanto considerando che anche anticamente ci siamo quasi trovati a essere imperi confinanti …

Ricordo ancora, una lontana mattina di ormai 10 anni fa – mentre ero in piedi davanti a una bacheca elettronica in cui comparivano gli orari delle lezioni del mio primo giorno di università -vedendo apparire la scritta: “Lingua e Cultura Cinese I” di essermi chiesta: “Chissà se i cinesi scrivono ancora con i disegnigni?”

Ebbene sì, non ne sapevo proprio niente. La Cina e i suoi abitanti erano dei grandi sconosciuti per me, allora, un po’ come possono esserlo per voi, oggi. Per voi che dovete però incontrarli per affari o perché c’è in arrivo una delegazione ufficiale dal Paese di Mezzo. Non ne sapete niente, vi appaiono come degli enormi punti interrogativi e vi sentite sperduti nell’organizzare un evento a cui prenderanno parte questi misteriosi personaggi dagli occhi a mandorla.

Più e più volte sul lavoro mi e ci è capitato di sentire organizzatori di eventi e clienti stressati di fronte all’organizzazione di un pranzo, alla sistemazione delle persone intorno a un tavolo. Proprio di recente la responsabile di un evento mi ha confidato di aver provato di fare delle ricerche su internet per capire come fosse meglio comportarsi con i cinesi, ma non di aver trovato granché.

Ed è così che nasce il nostro Cinalateo.

Un vademecum di tutte le “cineserie”, di tutti quegli aspetti particolari che è bene considerare quando si interagisce con gli amici cinesi. Cosa è il caso di fare? Cosa è invece il caso di evitare? La mano, possiamo stringergliela? E a tavola cosa diamo loro da mangiare? Perché se non abbiamo portato il biglietto da visita ci guardano male?

Cercheremo di rispondere insieme a queste domande e a tante altre ancora sperando di aggiungere qualche altro mattoncino utile al ponte di collegamento tra Italia e Cina.

 

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