Ilaria Tipa'

Ilaria Tipa'

Founder, Élite China Academy

Tenace, meticolosa, inarrestabile: questa sono io in 3 aggettivi. Avevo un grande sogno nel cassetto e con impegno e costanza l’ho trasformato in realtà: essere la prima interprete madrelingua italiana specializzata in simultanea cinese-italiano. Oltre a essere un ponte di comunicazione tra due Paesi, sono anche un’inguaribile appassionata di cultura cinese, in particolar modo di medicina tradizionale. Il mio segno particolare è la voglia di conoscere sempre cose nuove con immensa curiosità e l’essere sempre pronta ad affrontare nuove sfide.

Se esistesse una semplice strategia che ti permettesse di affrontare il mercato del lavoro con il cinese, la vorresti conoscere? 

Bene, sono felice, perché esiste e te la spiego in questo articolo.

Sei in un momento cruciale della tua vita, hai studiato il cinese per 3 o 5 anni o forse più. : Ora sai chi sei, cosa sai fare, in cosa puoi migliorare e chi vuoi diventare (come dici? non lo sai ancora? Puoi iniziare procurandoti il Kit Pratico per Lavorare con il Cinese! in modo del tutto gratuito!) . 

Forse adesso ti sembra che non sia granché, ma ripensa a prima di iniziare ad applicare il Metodo Professione Cina quanto avevi le idee confuse! È o non è un altro mondo adesso?

Sei pronto a proseguire e ad affrontare il  prossimo step, il mercato del lavoro.

Vorrei iniziare con l’affrontare il tuo problema principale: perché il mercato del lavoro ti fa tanta paura.

La prima cosa che voglio dirti è che è perfettamente normale avere paura e sentirti spaesato e non all’altezza. Non è assolutamente colpa tua, ci siamo sentiti tutti così.

La ragione di questa sensazione è semplice, si chiama ignoranza. No, non ti sto offendendo. Parlo di ignoranza nel senso più stretto del termine: mancanza di conoscenza.

Il mercato del lavoro fa paura perché non lo conosci e non sai cosa aspettarti.

Ecco come vanno le cose: finisci l’università (triennale o magistrale che sia), fai pure uno o anche due master, che ci stanno sempre bene, e poi esci dal mondo ovattato in cui hai vissuto e ti scontri con il mondo reale, con la cruda realtà del mercato del lavoro.

Nessuno ti ha preparato, nessuno ti ha spiegato come fare, ecco perché l’esperienza è traumatica 9 volte su 10. 

Fai scena muta, o quasi. Ti trovi davanti a un recruiter che non sai cosa voglia da te e che ti sembra ti stia chiedendo la luna e non sai cosa e come controbattere Ti sudano le mani, ti trema la voce e vorresti sprofondare. Esci dalla sala del colloquio e ti fai un bel pianto liberatorio. 

Se è già successo, mi dispiace davvero che tu abbia dovuto affrontare un momento così brutto, ma rincuorati perché non accadrà più. Se non ti è ancora successo perché stai ancora finendo gli studi allora l’ottima notizia che ti do è che grazie a quello che impari nel prossimo capitolo quello che hai appena letto non ti succederà.

Insomma, il mercato del lavoro fa paura perché è sconosciuto, nuovo, complesso, non a caso noi lo chiamiamo il Mostro della Palude della Sino-Disperazione.

Come ogni buon Mostro, però, deve essere affrontato, anzi, proprio come nel caso del Mostro della Palude, potrebbe non essere così malvagio e spaventare solo perché rappresenta l’ignoto.

Dato che le cose da sapere sono molte, ho deciso di farti un regalo subito: ti ho riassunto le cose davvero importanti di cui devi assolutamente fare tesoro nella Triplice Strategia per Affrontare il Mostro della Palude che sto per illustrarti, presa carta e penna?

La triplice strategia per affrontare il Mostro della Palude

  1. Conosci bene in generale e approfondisci gli aspetti del recruitment tipici del settore in cui decidi di inserirti

  2. Creare il tuo personal branding e concentrarti su tutti gli aspetti del paraverbale che contano di più in un colloquio di lavoro; in particolare preparare la lettera di presentazione usando le linee guida della riflessione del Capitolo 1 e creare un CV che rispetta le indicazioni che ti darò nel Capitolo 2..

  3. Preparati al meglio per il singolo colloquio di lavoro sull’azienda, esercitandoti anche a rispondere alle eventuali domande o obiezioni del recruiter.

Bene, ora ecco cosa devi fare: appunta la Triplice Strategia su un file Word o sulla tua agenda, se sei tradizionalista, e tienila a portata di mano.

Nel Capitolo 2 di China Professionals trovi tutti gli approfondimenti sui diversi punti della Strategia inserisci i tuoi appunti sotto i punti elenco corrispondenti!

Alla fine del Capitolo avrai pronto un fantastico Vademecum concreto e pronto all’uso per affrontare il Mostro della Palude!

Non sai cosa è  China Professionals? Clicca e scoprilo subito!

Hai già lo strumento che ti serve per trasformare il tuo cinese in un’arma per lavorare? 

Se non ce l’hai non temere, puoi procurartelo adesso!

Hai già tra le mani l’unico strumento studiato appositamente per aiutare i giovani sinologi a uscire dalla sino-disperazione e non lo hai spremuto a dovere? Sei impazzito? Forza, trova il tempo e mettiti a lavoro! Come dici? Non lo hai ancora?

Beh, prima di andare avanti a leggere, comincia con l’ottenere subito il Kit Pratico per Lavorare con il Cinese!

Una volta che hai in mano il Kit, potrai finalmente avere chiare alcune cose fondamentali senza le quali non puoi procedere e che corrispondono al primo Step dell’unico metodo creato esclusivamente per chi conosce il cinese e vuole trasformarlo da lingua accademica e quotidiana in uno strumento per iniziare a lavorare, il Metodo Professione Cina.

Ecco cosa avrai ben chiaro lavorando con il nostro Kit Pratico per Lavorare con il Cinese: 

  1. Chi sei,  Cosa sai fare bene e Qual è un tuo limite

  2. In cosa sei specializzato o in cosa vorresti specializzarti in futuro

  3. in cosa puoi fare la differenza

Impari anche alcune cose fondamentali sul funzionamento del mercato che probabilmente ignori.

Impari come pensano i recruiter e che valutano soprattutto: 

  1. Quanto sei capace di relazionarti

  2. Quanto sai fare nel settore di cui si occupa l’azienda

  3. Quanto costerai in termini di formazione e retribuzione

  4. Quanto sei disposto ad investire tu nell’azienda (non in termini di

soldi, ma di anni di lavoro e impegno)

Infine, scopri che per scegliere il settore che fa per te devi basarti su:

  1. Le tue aspirazioni/propensioni/competenze

  2. La situazione del mercato

  3. Le opportunità che casualmente bussano alla tua porta

Tutto questo ti permetterà di fare passi da gigante rispetto a oggi, sei d’accordo?

Dopo aver scaricato il Kit potresti chiederti se quello che hai scritto funziona bene, se è troppo o troppo poco, se hai colto o meno nel segno. Non ti preoccupare, ci sono io per questo. 

Con un regalo speciale per te.

Clicca qui e qui per accedere a due webinar in cui analizziamo le risposte alle domande del Kit di altri colleghi sinologi, rispondiamo a domande e spieghiamo meglio cosa si intende nelle diverse parti del Kit.

A presto!

Hai dimenticato come si sorride dopo la laurea in cinese? 

Non possiamo lasciarti così, scopri come fare per ritrovare il sorriso!

Se hai deciso di leggere questo articolo è perché la frustrazione post-laurea ha cancellato il sorriso che ti ha accompagnato durante gli studi in cinese, quando eri felice e contento e ti accendevi quando qualcuno ti faceva i complimenti perché stavi studiando il cinese.

Ora le cose stanno un po’ diversamente, ti senti un po’ perso e forse persino disperato e hai davvero bisogno di cambiare la tua prospettiva su te stesso e sul mondo del lavoro. Spero davvero che tu abbia già provveduto a scaricare il nostro Kit Pratico per Lavorare con il Cinese.

Se lo hai fatto sono convinta che la tua visione di te stesso sia già cambiata non poco, ma c’è una forte possibilità che tu ti stia sentendo un po’ solo e che  dall’analisi che hai fatto con il Kit è emerso che non hai ancora una specializzazione spendibile direttamente nel settore che più ti interessa. Probabilmente hai anche scoperto che ti mancano le conoscenze settoriali e linguistiche applicabili al mondo del lavoro.

Lo so, questo ti crea ancora frustrazione, hai ragione. 

Nessuno te lo ha insegnato, d’altronde. Hai imparato finora un cinese che va benissimo per comunicare quotidianamente e sei sicuramente in grado di fare una lezione di letteratura cinese o di fare analisi del testo di un brano del 论语, ma nessuno ti aveva detto che non bastava per trovare lavoro.

Quello che hai imparato nel Kit Pratico (o che imparerai se lo scaricherai adesso), però, ti ha fatto prendere piena coscienza del punto in cui sei e se rileggi le risposte che hai dato alle domande, sono sicura che intravedi già la strada da seguire per arrivare al tuo obiettivo.

Per farti sentire meglio, meno disperato e per farti ritrovare speranza e motivazione, ho un regalo per te, una storia che voglio raccontarti.

Una Sino-Storia: Il sorriso di Francesca

(*Francesca è una giovane sinologa di 26 anni, laurea magistrale a Ca’Foscari, triennale alla Sapienza, 1 anno in Cina a Beiwai per perfezionare il suo cinese. Francesca è minuta, ha i capelli a caschetto castano chiaro, due grandi occhi nocciola e lo sguardo che brilla, per l’intervista ha indossato una camicia di seta molto cineseggiante, blu, con i fiorellini arancioni.)

Ciao, Francesca, ti va di raccontarmi una tua giornata normale?

Certo! Mi alzo la mattina alle 6 e vado a lavoro col sorriso sulla bocca, ogni santo giorno. 

Lavoro a stretto contatto con i cinesi quotidianamente, parlo il cinese per quasi 8 ore al giorno.

Arrivo a casa, la sera, mi guardo allo specchio e vedo nel riflesso la persona che volevo diventare, con lo stesso sorriso del mattino, ancora stampato in faccia. Nonostante le difficoltà, i problemi, i disguidi che mi trovo a gestire ogni giorno; nonostante ci siano ogni giorno parole cinesi che non ho trovato subito e ho dovuto cercare sul dizionario al volo; nonostante ci sia sempre tanto da migliorare… quel sorriso è sempre stampato sul mio viso.

Che bello! Ed è sempre stato così?

(*Francesca ride, si tocca i capelli con una mano e mi guarda per un lungo istante, poi diventa seria seria)

Assolutamente no. Mi sono laureata alla Sapienza di Roma nel 2017 e solo dopo la laurea mi sono resa conto di non avere assolutamente idea di cosa fare dopo. Parlavo cinese, certo, ero anche stata un anno in Cina per perfezionare la lingua, ma fino a dopo la laurea non mi ero mai posta la domanda fatidica: cosa me ne faccio di questo cinese?

Non so se è successo anche a te, ma io il cinese l’ho studiato per passione, perché mi affascinava la cultura orientale, e non avevo mai pensato che dopo aver passato quasi sei anni a studiare cinese, avrei anche dovuto trovare un lavoro.

Ho fatto una serie di colloqui infinita, andati tutti uno schifo. Ero veramente in crisi. Stavo per mollare il cinese. Che diamine, a quasi 2 anni dalla laurea magistrale non avevo esperienze lavorative alle spalle e mi sentivo uno schifo assoluto.

Ma non hai mollato! Per fortuna! E dimmi, come ha fatto questa ragazza a diventare quella col sorriso stampato in faccia che sei oggi?

(*Francesca ride di nuovo, mi guarda come se volesse dirmi: che me lo chiedi a fare, lo sai! poi fa un respiro e continua)

Dopo è successo che mi sono iscritta a un gruppo facebook, “I sinologi disperati” e ho scaricato il “Kit del sinologo disperato”. Ho fatto la riflessione che il Kit proponeva e per la prima volta mi sono fermata e ho capito quali erano i miei problemi e cosa dovessi fare. 

Il primo problema che avevo era che non mi ero mai fermata a pensare a cosa mi piacesse fare e in cosa fossi brava.

Ho lavorato per tutta la vita nell’agriturismo di famiglia. Sono brava a trattare con le persone, preparo itinerari nella mia zona da sempre e gli ospiti dell’agriturismo ne sono sempre stati felici.

Eppure non avevo mai pensato di combinare questo al cinese. Non avevo mai pensato di poter lavorare nel turismo seriamente e per di più con la lingua che tanto amo!!

Insomma, dopo il Kit, ho approfondito ancora lo studio con China Professionals e mi sono ulteriormente convinta di dovermi specializzare in China Travel, perché sentivo che mi mancavano competenze chiave per capire meglio il settore, fuori dalle mura dell’agriturismo di casa e non sapevo come fare per trasformare il mio cinese in uno strumento pratico da applicare al settore del turismo.

Dopo 3 mesi di studio intensissimo e di lavoro matto e disperatissimo mio personale, mi sono accorta che era davvero cambiato tutto. Ero pronta ad affrontare il mondo del lavoro con consapevolezza, sicurezza e tranquillità.

Ho fatto altri colloqui (oltre a una serie di attività per far arrivare i turisti cinesi nel mio agriturismo, ma questa è un’altra storia!) e sono stati esperienze completamente diverse. I recruiter mi trattavano diversamente, perché ero io a pormi in modo diverso. 

E così eccomi qui, è ora quasi un anno che lavoro come front-desk junior manager in un albergo di lusso e credo di poter dire con serenità che è davvero cambiato tutto, ma che l’inizio del cambiamento è stato quello dentro di me.

Una bella storia, vero? Non è certo l’unica che potrei raccontarti. Come dice Francesca, il punto di partenza per uscire dalla palude della disperazione in cui ti trovi e fare la differenza sei TU.

Quindi, se non hai ancora fatto l’analisi del Kit, fallo subito!

Studiare cinese è una grande impresa: tu l’hai compiuta! 

Ora ti serve lo strumento per trasformare il tuo cinese in un’arma per lavorare!

Hai studiato cinese per anni, memorizzando caratteri anche il giorno di Natale, pensando alla laurea come all’inizio di una nuova vita: quella in cui grazie alla conoscenza del cinese avresti subito trovato un lavoro e in cui avresti usato questa difficile ma splendida lingua per lavorare.

E invece dopo tutti questi sacrifici ti sembra di aver fallito: sei innamorato di questa lingua, ma ti sembra di non saperla veramente utilizzare. Sono mesi che mandi curriculum ma nessuna azienda ti chiama. Poi c’è stato quel colloquio che ti ha messo un dubbio terribile… il selezionatore ti ha chiesto: cosa sai fare oltre a parlare cinese?

Ti sei sforzato di pensarci ma non ti è venuto in mente molto… 

In fondo è in cinese che ti sei laureato, è già stato abbastanza difficile così! Cos’altro vogliono da te?

E mentre rispondevi balbettando che sai ANCHE leggere e tradurre il cinese, semplificato e tradizionale e pure quello classico, il selezionatore ha continuato a infierire e ti ha chiesto: 

Hai conoscenze sul nostro settore? Sai cosa vuol dire fare questo lavoro?

Hai fatto segno di no con la testa e ti sei reso conto che non hai le idee chiare non solo su quel settore, ma su nessun settore. Hai mandato curriculum ovunque capitasse ma NON SEI NEMMENO SICURO DI CHE LAVORO VUOI FARE…

Ti chiedi come facciamo a sapere tutto questo? 

Lo sappiamo perché lo abbiamo vissuto anche noi. Lo sconforto, la pressione dei genitori che si aspettano di vederti inserito in breve tempo e di vedere l’investimento economico che hanno fatto per farti studiare fruttare, che ti guardano dubitando della tua capacità anche solo di parlarlo sto’ cinese! 

E tu che di settimana in mese ti trovi sempre più confuso, agitato e ti domandi se forse non sia il caso di lasciar stare ed accettare un lavoro qualsiasi che ti consenta almeno di dire ai tuoi amici “mi mantengo da solo” e non ti costringa più a chiedere la paghetta a casa.

Quindi la soluzione è mollare tutto? Buttare nel secchio gli anni di sudore e studio del cinese e arrendersi? Assolutamente no, non farlo. 

Devi però sapere che davanti a te hai solo due scelte:

  1. Insistere ancora per qualche tempo, finché reggono i tuoi nervi, poi magari per un colpo di fortuna vieni reclutato da un’azienda qualsiasi, per un lavoro che magari si rivela essere anche al caso tuo. Oppure no (e questa, unluckily, è la maggioranza dei casi)…

  2. Fare chiarezza su cosa voglia dire realmente lavorare con la lingua cinese, capire bene quale settore fa al caso tuo e mirare ad acquisire le competenze e conoscenze fondamentali del settore, in modo da poterti distinguere da un “semplice” laureato in lingua cinese al prossimo colloquio di lavoro. In modo da fare la differenza agli occhi dei recruiter.

Dato che sei sul nostro blog e stai leggendo questo articolo, sappiamo già che sei abbastanza furbo da aver scelto la seconda opzione e ne siamo davvero felici.

La buona notizia che vogliamo darti è che esiste uno strumento creato appositamente per farti riflettere su te stesso e sul mondo del lavoro che è là fuori e ti aspetta. Non solo, questo strumento è stato ideato e studiato a misura di sinologo, per questo è unico nel suo genere.

Io e Caterina, abbiamo fondato la Élite China Academy per aiutare i sinologi che, come te, vogliono imparare come fare la differenza trasformando il loro cinese accademico e quotidiano in una ultimate weapon per realizzarsi e trovare la carriera dei loro sogni.

Bene, ora è arrivato il momento di darti lo strumento per eccellenza che rappresenta il primo passo 

Stai iniziando un viaggio che ti porterà a mettere in discussione alcune certezze, ma ti garantiamo che alla fine ne avrai altre, anche migliori delle prime. Non ti preoccupare, non devi fare tutto da solo. 

Puoi unirti alle nostre community online, su Facebook o Linkedin e scriverci ogni volta che ne hai bisogno, we’re in this together e ci teniamo a vederti diventare il Professionista del Cinese che sei destinato a essere.

Scarica ora il tuo Kit Pratico per Lavorare con il Cinese.

Sei bloccato in Italia e pensi di non poter migliorare il tuo cinese?

Ma andare in Cina è davvero la soluzione?

 

Non è ‘partire’ o ‘restare’ a fare la differenza ma è avere le idee chiare su quale sia il percorso più adatto a te e cosa fare per raggiungere obiettivi concreti.

Un soggiorno in Cina è sicuramente molto importante per comprendere la cultura della terra del dragone e per migliorare il cinese di tutti i giorni, purtroppo però andare in Cina non sempre è sufficiente ad ottenere un livello di cinese adatto al mondo del lavoro.

ma perché?

In questo articolo parleremo di quali sono i miti da sfatare e vedremo insieme come è possibile migliorare davvero il tuo cinese rimanendo in Italia o sfruttando al meglio il tuo soggiorno in Cina con China Professionals. 

Sono diversi anni ormai che studi cinese con dedizione e pazienza, tante le giornate trascorse a scrivere caratteri su caratteri, esercitarti con i toni e altrettante notti insonni a preparare esami per ottenere ottimi risultati. Quella che sembrava una missione impossibile sembrava quasi volgere ad un termine con la laurea e come se non bastasse hai anche deciso di sigillare il tutto con un buon livello HSK. Finalmente si vede la luce alla fine del tunnel! 

Quindi il cinese lo sai parlare, no?

Te lo chiedono in tanti e spesso te lo chiedi pure tu. La verità è che devi fare i conti con la cruda realtà: all’università si imparano le basi, più o meno bene, ma poi l’utilizzo concreto del cinese è un’altra storia, quello che hai in mano, infatti, è un cinese accademico e, se va bene, quotidiano, ma non un’arma adatta all’arena del mercato del lavoro.

 

Quando sei all’università nessuno te lo dice e tu continui a ignorare il fatto che stai solo rimandando il problema e alla fine ti ritrovi con una laurea in mano e tanti scomodi interrogativi come:

  • “Come faccio a lavorare con questo livello di cinese?”
  • “Ma al colloquio di lavoro mi chiederanno davvero se so chiedere indicazioni a un passante o informarmi sul prezzo di una maglietta?”

Non hai tutti i torti a chiedertelo perché non è una novità che quando ti troverai davanti a un HR durante un colloquio di lavoro ti sentirai insicuro del tuo cinese e solo a quel punto sarai costretto a guardare in faccia la realtà: quello che hai studiato finora non è sufficiente. 

Eh già, purtroppo il cinese accademico da solo non basta per lanciarsi nel mondo del lavoro.

Vᴀʙʙᴇ̀, ᴅɪʀᴀɪ ᴛᴜ, ᴀʟʟᴏʀᴀ ᴍᴇ ɴᴇ ᴠᴀᴅᴏ ɪɴ Cɪɴᴀ. 

Certo! Come affermano in molti una soluzione potrebbe essere quella di trascorrere un periodo in Cina, attento però perchè c’è anche il rischio che impari solo a ordinare il waimai, a chiamare i fuwuyuan e i chuzuche siji. 

Tutto molto utile senz’altro ma ahimé non è nemmeno questa la risposta che si aspetta un recruiter durante una selezione...

Infatti, passare un lungo periodo in Cina non equivale assolutamente ad avere un cinese a prova di recruiter. Sfatiamo subito questo mito: la Cina aiuta, ma non senza studio, impegno e pratica ma soprattutto NON senza degli obiettivi chiari in testa. 

Non mi fraintendere, non ti sto dicendo che andare in Cina a studiare la lingua sia perdere tempo né tanto meno che tu non abbia fatto abbastanza finora ma partire alla ricerca di un’ispirazione non è una mossa da considerare saggia perché credimi, sono davvero in pochi ad avere una rivelazione mentre sono immersi nell’eccitante vita in Cina.

Hey chiariamoci, non sono qui per smontare i tuoi piani, al contrario, nel caso in cui fossi intenzionato a partire sono qui per darti qualche consiglio su come sfruttare al massimo questo periodo per migliorare il più possibile la lingua e far in modo che quando tornerai ti sentirai più sicuro e arricchito di prima.

Allo stesso tempo, nel caso in cui tu non abbia la possibilità di partire sono invece qui per dirti di non preoccuparti, che il miglioramento della lingua è possibile anche rimanendo in Italia se trovi gli strumenti giusti per raggiungere obiettivi concreti. 

Ecco qui i 3 punti chiave da tenere in mente per realizzare il sogno di diventare un professionista del cinese dopo la laurea:

  1. Fare chiarezza su quelle che sono le figure professionali che lavorano con la Cina
  2. Individuare quella che più rispecchia il tuo lavoro dei sogni
  3. Acquisire le competenze linguistiche tecnico-specifiche per diventare competitivo nel settore che hai scelto.  

 

Come puoi vedere nessuno di questi punti esclude la possibilità di partire per la Cina ma nemmeno la propone come unica soluzione.

Infatti quello su cui vorrei farti ragionare è che partire può diventare davvero la scelta vincente solo se mentre fai le tue esperienze hai chiaro in mente cosa ti aspetta dopo così da essere pronto al mondo del lavoro quando i tuoi studi finiranno e non lasciarti sfuggire la professione dei tuoi sogni. 

Come ti dicevo prima, chiarirsi le idee sui tre punti è qualcosa che si può fare pur rimanendo in Italia e farlo ti servirà non solo a non sentirti svantaggiato/a rispetto a coloro che vanno in Cina consapevole che gli stessi obiettivi sono raggiungibili anche da qui, ma anche a non sprecare tempo prezioso e prepararti al mondo del lavoro con il Cinese. 

 ORA BASTA PARLARE!  È ARRIVATO IL MOMENTO DI AGIRE!

Se vuoi iniziare da subito a costruire la carriera dei tuoi sogni e imparare quello che all'università nessuno ti insegna: come lavorare VERAMENTE con il cinese è arrivato il momento di spuntare il punto n.1 dalla lista delle cose da fare.

Richiedi subito China Professionals, l’unico videocorso che ti spiega in modo preciso e dettagliato una per una le professioni a cui puoi ambire conoscendo il cinese e ti aiuta a completare la tua formazione professionale in modo concreto e orientato al lavoro.

China Professionals ti fornisce i consigli e gli strumenti utili per affrontare al meglio i primi colloqui di lavoro come un professionista del cinese guadagnando sicurezza grazie alle idee chiare sul futuro.

 

Cʜᴇ ᴄᴏsᴀ ᴀsᴘᴇᴛᴛɪ?

Scopri subito qual è il settore giusto per te e scopri come andare avanti per raggiungere il tuo obiettivo con China Professionals.

 

Noi ti aspettiamo!

 

 “Sai qual è la differenza tra un medico e un sinologo?”

Sì, sembra proprio l’inizio di una barzelletta ma la verità è che la differenza c’è ed è anche piuttosto grande! Quello che ti dirò nelle prossime righe ti suonerà più come una grande verità che come una risata fragorosa.

Ti sarà sicuramente capitato, appena iniziati i tuoi studi, di provare un forte senso di orgoglio nel vedere le espressioni stupite e di ammirazione di chi esclamava: 

“WOW! tu studi cinese! Ma come fai? Sarà difficilissimo”. 

Non fare il modesto, quante volte ti è capitato?

Eppure adesso, a distanza di qualche anno e con almeno una laurea in più, non puoi più cavartela gonfiando il petto e pensando dentro di te “哪里哪里!” perché sai benissimo che dietro alla tua espressione fiera si cela uno spaventoso sentimento di smarrimento e inadeguatezza davanti al fatto che dopo tanto studio tu, in realtà, ti senta più confuso che mai.

Capita spesso, quando ti relazioni con amici o conoscenti che provengono da studi diversi, di confrontarti sui percorsi di ognuno e può anche succederti di fare l’errore imperdonabile di paragonare le diverse situazioni e sentirti insoddisfatto.

Quello che spesso molte persone non considerano (e nemmeno tu a quanto pare) è che molte professioni sono associate a percorsi universitari più lineari più collaudati. 

Prendiamo come esempio Marco, uno studente di medicina:

Marco supera il test di ammissione, studia per 6 anni medicina e poi sceglie una specialistica. 

Marco sceglie cardiologia  e comincia un nuovo percorso di altri 4 anni durante i quali inizierà a lavorare all’interno di un ospedale e avrà la possibilità di imparare il mestiere mentre conclude gli ultimi esami. Dopodiché sarà già pronto, ben inserito nel reparto che aveva scelto e con le competenze settoriali richieste.

Forse rimarrà a lavorare proprio lì, forse cambierà ospedale, ma sa quale sia il suo posto nel mondo e quando si presenta ha una specializzazione e delle skill inequivocabili.

Ora prendiamo Anna, una studentessa di cinese: 

Anna supera anche lei il test di ammissione, studia cinese all’università per 3 anni durante i quali trascorre 6 mesi in Cina. Successivamente si iscrive alla magistrale per continuare a studiare il cinese. Nel frattempo torna di nuovo in Cina dove ottiene anche un buon livello di HSK per poi tornare e laurearsi con il massimo dei voti.

E’ così che Anna, piena di entusiasmo, partecipa al suo primo colloquio dove si sentirà dire dal recruiter:

“parli il cinese e cos’altro sai fare?”

Anna esce sconvolta, a lei stessa non è chiaro dove sia il problema e continua a ripetersi di aver fatto tutto perfettamente!

 

Ci sono due tipi di persone che popolano la palude della sino-disperazione: quello che credono di non aver sbagliato niente e che non capiscono dove sia il problema e quelli convinti che non ci sia più niente da fare. 

Il secondo tipo di persone sono solitamente quelli che cadono nella trappola del senso di colpa e si sentono responsabili della propria situazione di stallo. 

Così finisci per convincerti che per gli “altri” tutto è più facile o, se non altro, è molto più chiaro quel che si può fare per uscirne. 

Tranquillo, qualsiasi siano le tue frustrazioni ora cerchiamo di capire insieme quali sono i passi per uscire da questa situazione di stallo.

 

Ecco per te una lista di cose che devi assolutamente chiederti prima di gettare la spugna:

  • conosco bene le opportunità reali che può offrirmi il mondo del lavoro?
  • conosco i settori principali di impiego per un neo-laureato in cinese?
  • conosco il settore più adatto a me?
  • so esattamente quello che devo fare per specializzarmi in quell’ambito?

Se per nessuna -o almeno una- di queste domande non hai ancora trovato una risposta questo significa che c’è ancora speranza. Proprio così, la parte più difficile del tuo percorso da sinologo inizia quando prendi consapevolezza di quello che non va e solamente rispondendo a queste domande fondamentali potrai finalmente uscire dalla palude della sino-disperazione. 

 

Sì, ok, hai ragione, so già cosa starai pensando ora: e dove le trovo queste risposte? Beh noi siamo qui proprio per questo motivo: per aiutarti a rispondere a queste domande attraverso una sessione gratuita di sino-coaching.

Il sino-coaching è una consulenza di circa 15-20 minuti con un esperto del settore che ti aiuterà a individuare gli ostacoli principali del tuo percorso e le strategie per costruire la tua carriera dei sogni.

Vuoi lasciarti i problemi alle spalle? Allora NON rimandare più!

Iscriviti oggi al nostro sino-coaching gratuito.

 

Sapevi che esiste un gruppo su Facebook dove puoi interagire con esperti e giovani laureati di cinese come te che condividono esperienze, consigli e problematiche?

Basta sentirsi un pesce fuor d’acqua: entra subito a far parte della nostra community online! 

Ti sarà sicuramente capitato appena iniziati i tuoi studi di provare un forte senso di orgoglio nel vedere le espressioni stupite e di ammirazione di chi esclamava:

WOW! tu studi cinese! Ma come fai? Sarà difficilissimo”. 

Non fare il modesto, quante volte ti è già capitato?

Eppure adesso, a distanza di qualche anno e con almeno una laurea in più, non puoi più cavartela gonfiando il petto e pensando dentro di te “哪里哪里!” perché sai benissimo che dietro alla tua espressione fiera si cela uno spaventoso sentimento di smarrimento e inadeguatezza davanti perché dopo tanti anni studio, in realtà, ti senti più confuso che mai!

Ti capita mai, quando ti relazioni con amici o conoscenti che provengono da studi diversi, di confrontarti sui percorsi di ognuno e fare l’errore di paragonare le diverse situazioni?

Fare questo errore significa cadere nella trappola dell’insoddisfazione a causa della disoccupazione post-laurea e di senso di colpa per la propria situazione di stallo. Il finale è semplice: ti convinci che per gli “altri” il percorso da seguire è decisamente più chiaro e indubbiamente più facile.

Lascia che ti dica una cosa: NON HAI TUTTI I TORTI!

Quello che spesso gli altri non considerano (e nemmeno tu a quanto pare) è che diverse professioni sono associate a diversi percorsi universitari, più o meno lineari e collaudati ed è impensabile paragonarli tra loro.

Un sinologo che ha davanti a sé un percorso da seguire non ben definito e lineare ( abbiamo approfondito questo aspetto in questo articolo: link med-cin). 

Quello che vorrei dirti è che non sei stato l’unico sinologo ad affrontare queste difficoltà e interrogativi ed è proprio per questa ragione che abbiamo creato un gruppo interattivo di sinologi che possono aiutarsi e consigliarsi a vicenda.

Oggi siamo tutti consapevoli dell’importanza che rappresenta una solida rete di contatto nelle nostre vite lavorative e per le nostre carriere. Esistono davvero tante, ma che dico, tantissime piattaforme e pagine online dedicate al mondo cinese e tutto ciò che vi orbita intorno

Probabilmente starai pensando “sì è vero, spesso mi imbatto in pagine interessanti di ogni tipo dove trovo moltissime idee ed ispirazioni MA come può un gruppo essermi d’aiuto?”

Immagina di avere dei dubbi riguardo qualcosa che stai studiando o di voler approfondire un argomento e iniziare a fare ricerca da solo. Ad un certo punto ti imbatti in un dubbio enorme (quelli esistenziali, hai presente?) al quale proprio non riesci a trovare una risposta.

Ti innervosisci, ti disperi... poi fai un bel respiro e ricominci a cercare… ma niente! Non ne vieni fuori, ti innervosisci di nuovo, ti disperi e così via...”

Eppure tutto quello che vorresti è solo uno scontro diretto con qualcuno con più esperienza di te che possa rispondere alle tue domande o semplicemente qualcuno che ci è già passato che possa ridimensionare il tuo senso di sconforto e supportarti nella tua ricerca.

Sarebbe bello se questo esistesse davvero, no?

Ecco una buona notizia!!

Il nostro gruppo Facebook chiamato “Sinologi disperati unitevi” è il luogo virtuale dove accade tutto questo!

Non ci credi? 

Le fondatrici di Élite China Academy - la prima accademia online dove impari a lavorare con il cinese - hanno già pensato a tutto e negli ultimi anni riunendo più di 3000 giovani sinologi e laureati in cinese per creare un networking davvero efficace.

Chi sono i membri del gruppo?

Troverai tanti giovani laureati in cinese che vivono o hanno superato la sino-disperazione ed esperti professionisti del cinese che si scambiano consigli, suggerimenti, articoli, idee e tanto tanto altro..

Perché dovrei farne parte?

Semplice! Per dire addio al tuo senso di solitudine e iniziare a creare il networking che ti servirà per il tuo futuro

Come devo fare? 

Una volta che avrai iniziato a seguire la pagina “Sinologi Disperati Unitevi” ti verrà richiesto di commentare con una brevissima descrizione di te e del tuo percorso di studi per conoscerci meglio. Dopodiché potrai postare in qualsiasi momento ed effettuare ricerche nel gruppo digitando ciò che cerchi così da visualizzare tutti i materiali precedentemente condivisi e discussi sull’argomento in questione.

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Unisciti subito a noi con un semplice click QUI!

 

L’unica cosa che può salvarti dalla sino-disperazione è gratuita e ti aspetta.

Finché sei uno studente tutto fila liscio ma quando arriva il momento di iniziare a lavorare con il cinese il mondo improvvisamente crolla sotto ai tuoi piedi?

Ecco l’unica cosa che devi fare per svoltare, davvero.

 

Ti stai chiedendo se davvero esiste una singola cosa che puoi fare per cambiare la situazione di stallo, confusione e quasi disperazione in cui ti sei trovato immerso alla fine degli studi universitari (o anche durante, se sei stato particolarmente perspicace)? 

La risposta è sì, rallegrati e ora ti spiego di che si tratta.

Iniziamo da te: hai accettato la sfida di studiare il cinese diversi anni fa ormai e lo hai sempre fatto con grande entusiasmo e curiosità. All’università ti sei impegnato al massimo prendendo sempre voti alti, hai superato lo scoglio dei toni e i 听力 sono ormai una passeggiata. Hai sfruttato tutte le opportunità che ti offriva l’università (come andare un semestre in Cina ) e non solo! Hai lavorato per crearti una rete di contatti cinesi, magari qualche amico su WeChat o forse il cameriere del ristorante cinese sotto casa o semplicemente il commesso del negozio di souvenir rigorosamente “made in china”.

Ogni occasione era buona per praticare un po’ la lingua e per migliorarti tu hai davvero fatto il possibile, e hai fatto bene.

E dopo?

Qui arriva il bello, o forse dovrei dire il brutto! Quando senti che è finalmente il momento di metterti in gioco non sai proprio da dove cominciare. Non lo potevi immaginare quando passavi a pieni voti gli esami di cinese all’università eh?! 

Lo so, è dura ammetterlo ma è così.

Oggi però voglio dirti che non sei il solo ad avere questo problema e che sono qui proprio per mostrarti la luce infondo al tunnel che tu ancora non vedi.

Probabilmente ti ho beccato proprio nella fase di ricerca sfrenata in cui stai mandando CV a tutto spiano (della serie do còjo còjo) nella speranza che da un momento all’altro spunti fuori qualche valida offerta di lavoro.

Oppure, al contrario, hai già selezionato dei campi escludendo alcuni settori lavorativi dalla tua ricerca senza sapere fino in fondo se potrebbero davvero interessarti. Il peggio è che lo hai fatto esclusivamente basandoti sulla famosa sensazione “a pelle” privo di conoscenze concrete che potrebbero davvero fare la differenza. 

Del resto che colpa hai tu se nessuno te ne ha mai parlato quando era il momento? Te lo dico io: NESSUNA.

Infatti l’errore solitamente è delle università, che pur fornendo delle buone basi sulla cultura e la lingua cinese, NON ti dicono chiaramente a cosa potrà servirti quello che studi, in che modo far fruttare i tuoi talenti nel mondo del lavoro e cosa puoi fare tu per crearti delle opportunità una volta laureato. E così rimani solo tu, con il diploma di laurea in mano e dei grossi interrogativi nella testa del tipo:

“E se lavorassi nel business? mmm.. ma io non so niente di business..”

“Beh..allora potrei diventare un interprete! Però aspetta… anche lì non saprei proprio da dove iniziare. Forse c’è un istituto che ti prepara a diventare un interprete? Forse mi serve una (altra) laurea? Boh!”

“ E se cercassi lavoro nel campo del turismo? Del resto ci sono tantissimi turisti cinesi che vengono in Italia. Ma come potrei inserirmi? forse dovrei mandare il mio CV a qualche agenzia di viaggio etc etc...

OK, ora basta! E’ arrivato il momento di porre fine a questa agonia e rivelarti la scomoda verità:

la carriera dei sogni non si costruisce affidandosi alla casualità né aspettando invano la proposta di lavoro che tanto vorresti.

Eh no! Prima di tutto è importante fermarsi un secondo a fare un po’ di chiarezza e capire 3 punti fondamentali:

  • Quali sono le opportunità reali che ti offre il mondo del lavoro con il cinese
  • Qual è il settore più adatto a te (sì, perché è risultato del tuo duro lavoro e deve piacere a te)
  • Cosa devi  fare per incamminarti sulla strada giusta.

Lo so che stai pensando, avevo detto che c’era una cosa che poteva salvarti dalla sino-disperazione, e ora ti ho dato 3 punti fondamentali. No, non sono impazzita, nemmeno confusa. Tu tieni a mente questi tre punti, perché non ti ho ancora svelato quale sia questa cosa davvero speciale che può salvarti.

Ora immagina di poter affidare la tua situazione ad un esperto, uno che sa quello di cui parla, che conosce profondamente (perché ci ha sbattuto la testa prima di te!) la tua situazione tanto quanto il mercato del lavoro con il cinese. Immagina di poter parlare con lui di quelle che sono le tue perplessità ma anche le tue capacità e di lasciarti consigliare un percorso da seguire che è perfettamente in linea con i tuoi sogni e le tue aspettative. 

Ti piacerebbe?

So già cosa starai pensando ora “sì magari! Certo che mi piacerebbe!

Sarebbe sicuramente l’ideale MA mi verrebbe a costare un occhio della testa e in questo momento l’ultima cosa che voglio fare è spendere soldi per sentirmi dire quanto sono messo male.”
Non hai tutti i torti a pensarlo (non la parte in cui sei messo male ovviamente!) ma alle tue considerazioni sulla spesa. Infatti una consulenza a questo livello tarata precisamente sulle tue esigenze normalmente costa almeno 250-300€ ma la buona notizia è che noi te la regaliamo.

Sì hai capito bene, te la regaliamo e ti diciamo anche il perché:

Noi ci teniamo davvero a cambiare le cose e a smettere di vedere centinaia di giovani sinologi perdersi alla fine degli studi e finire intrappolati in quella che chiamiamo la Palude della Sino-Disperazione.

Forse a questo punto sarai un po’ confuso, ma lascia che ti spieghi esattamente che l’unica cosa che può salvarti dalla Palude della Sino-Disperazione è proprio questo, un’esclusiva sessione di consulenza che ti permette di scoprire con precisione a che punto sei e cosa devi fare per trasformarti da sinologo sull’orlo della disperazione in un Professionista del Cinese.

Questa esperienza straordinaria si chiama Sino-Coaching e noi, incredibilmente, te lo regaliamo.

Ecco come funziona il Sino-Coaching Gratuito:

  1. Prima di tutto faremo 8 rapide domande per conoscerti meglio e capire a che punto sei nella tua strada per diventare un Professionista del Cinese.
  2. Le domande sono fondamentali per noi per poterti guidare al meglio nel tuo percorso di formazione, quindi rispondi con attenzione :)
  3. In base alle informazioni che ci darai rispondendo alle domande attiveremo la tua sessione di Sino-Coaching Gratuito per guidarti verso il mondo del lavoro con il cinese.
  4. A questo punto la tua parte è quasi finita, dovrai, infatti, controllare la tua email perché riceverai le istruzioni per le fasi successive.
  5. Ti guideremo step by step con informazioni e spiegazioni su misura per te, per trasformarti nel Professionista del Cinese che sei destinato a diventare, sulla base della tua situazione, ti daremo informazioni e consigli su:

 

Come migliorare il tuo cinese

Come chiarirti le idee su chi sei e cosa sai fare davvero

Come scoprire in cosa sei pronto a fare la differenza

Come prepararti affrontare al meglio un colloquio di lavoro

Come scrivere un cv che funzioni

Come sviluppare quei talenti che già hai, ma non lo sai

E molto, molto altro, sulla base di quello che ci dirai rispondendo alle domande.

 

Alla fine, se non avrai già chiarissimo come muoverti e in quale settore inserirti, avrai l’esclusiva possibilità di prenotare un colloquio di persona con i nostri Sino-Coach e verificarlo direttamente con loro.

Inizia ora rispondendo alle nostre 8 domande e scopri quanto sei pronto a lavorare con il cinese!

Wednesday, 17 April 2019 15:49

Tradurre la moda in cinese

Un’ardua missione non impossibile

Una settimana di formazione in ambito di alta moda si è appena conclusa, uno degli organizzatori, a fine lavoro, mi ha stretto la mano e ha detto: “Il fattore traduzione ha determinato la metà del successo di questa edizione del corso di formazione.”. A queste parole, avevo l’impressione che gli occhi si fossero già riempiti di lacrime di gioia. Una semplice frase che racchiudeva il cuore del nostro lavoro di Élite Simultanea: prima di ogni lavoro investiamo un’enorme quantità di risorse per prepararci al meglio mettendo in gioco tutte le nostre capacità per dare il massimo al cliente. Forniamo il miglior ponte per la comunicazione alle due parti coinvolte nel nostro servizio.

La preparazione fa la differenza

Alle volte, chi è estraneo al nostro settore non ha modo di comprendere appieno quale sia la differenza sostanziale tra noi interpreti di Élite Simultanea e tutti gli altri. Noi, oltre a correre come pazzi per apprendere il maggior numero di informazioni e conoscenze tecniche e specifiche possibili, abbiamo la tendenza a ricercare sempre e comunque la perfezione. Lo facciamo anche quando lavoriamo in settori per nulla semplici. Lo facciamo anche quando, prima del lavoro, non abbiamo che un titolo generico –come è successo per questo caso del corso di formazione– e nessun contenuto dettagliato, men che mai  materiale di riferimento per prepararci.

Gli interpreti e i traduttori sono eclettici e debbono mantenere intatta la loro sete di conoscenza. Bene, dunque decido che tutto quello che posso fare è iniziare dalla storia dei grandi marchi della moda. Dopo questi preparativi preliminari, diventa fondamentale essere molto attenti durante il lavoro e cogliere velocemente l’utilizzo di alcuni termini specifici. Nel farlo scopro, ad esempio, che “stylist” devo tradurlo in cinese come “colui che abbina i capi” (搭配师) e non come stilista/designer (设计师).

Evocare immagini con le parole

Le descrizioni utilizzate durante il corso sono molto dettagliate e pittoresche, fanno parte di quella categoria di concetti che non possono certo essere tradotti letteralmente. Bisogna ben comprendere le sensazioni che l’uso delle parole italiane trasmette e tradurre quello, non è compito facile. E qui entra in gioco la conoscenza della propria lingua madre e la capacità di costruire metafore e figure retoriche diviene imprescindibile.

Ad esempio, durante il corso sul pizzo, mi è capitato traducendo di dire:

Bisogna seguire l’andamento del pizzo per disegnare le pieghe, bisogna ascoltare la sua voce, comprenderne appieno la ragion d’essere…

beh, sono stata molto soddisfatta di me stessa. Gli studenti degli istituti di moda e belle arti si appassionano e amano le spiegazioni dei maestri. Questa volta la mia traduzione ha ottenuto la piena approvazione da parte degli organizzatori cinesi.

Il successo intramontabile della moda italiana è inseparabilmente legato al patrimonio artistico del Bel Paese.

Gli studenti cinesi durante il corso hanno chiesto spesso e volentieri come si possano comprendere le tendenze nella moda e gli insegnanti hanno risposto che la formazione artistica è fondamentale, per esempio, nel saper individuare gli elementi barocchi nella moda.

Beh, posso assicurarvi che per tradurre questo tipo di contenuti è necessario che l’interprete abbia una solida cultura generale; per non parlare di quando l’insegnante commentava un video con delle tecniche di cucitura, con un fiume di aggettivi e con le immagini che si alternavano molto velocemente. Non ho potuto far altro che ammirare la preparazione della docente e al tempo stesso iniziare a fare una vera e propria interpretazione simultanea per non rimanere troppo indietro.

Che dire, in sei ore di duro lavoro di traduzione al giorno, i momenti di edificante soddisfazione non sono mancati.

Tuesday, 08 January 2019 16:22

Al "centro" tavola con i cinesi

Questo articolo fa parte della serie #Atavolaconicinesi.

Leggendo Centro-Tavola sono sicura che moltissimi di voi avranno immaginato quei bei vasi pieni di fiori o di ogni altro bene possibile che le nostre mamme e le nostre nonne piazzavano al centro delle tavolate natalizie o dei giorni di festa.

Bene, toglietevelo dalla testa per un attimo e pensate, invece, al centro fisico di un tavolo. Tenetelo a mente e concedetemi una piccola digressione d’obbligo per spiegare perché la “centralità” sia così importante per i nostri amici cinesi a tavola, ma non solo.

Molti di voi sapranno, per sentito dire magari, che la parola stessa che indica la Cina, in cinese, significa “Paese o o Regno del Centro” anche se spesso “centro” lì viene tradotto con “mezzo” e la Cina diviene il “Paese di Mezzo”, ma tenete a mente che quel “mezzo” non deve essere inteso come “tra” ma proprio come “al centro”. Guardatelo quanto è carino il carattere che significa “centro” , lo vedete bene che il quadratino è esattamente posto al centro della linea verticale.

Nella tradizione cinese era credenza generale che la terra fosse un quadrato e che il cielo fosse un cerchio (tenete a mente anche il cerchio, dunque abbiamo un centro e un cerchio) e che l’ombra tonda che il cerchio del cielo proiettava sul quadrato della terra, dunque la zona “Sotto al Cielo” (天下 tiānxià termine ancora oggi utilizzato per indicare il mondo intero), corrispondesse esattamente al territorio occupato dall’impero cinese. Dunque la Cina era il centro, il cerchio nel quadrato, ai cui angoli rimanevano le terre barbare potenzialmente colonizzabili.

Bene, fine della digressione e torniamo al nostro centro-tavola.

Ora dovreste meravigliarvi ben poco se vi dicessi che i tavoli in Cina sono per lo più tondi e che il cibo viene posto tutto al centro e che dai piatti centrali tutti coloro che sono seduti intorno al cerchio attingono.

Un tavolo tondo come il Cielo, dunque. Al cui centro si pone tutto il cibo.

Questa è probabilmente la più grande differenza da tenere a mente quando siamo a tavola con gli amici cinesi. Loro non sono assolutamente abituati al nostro modo di avere ognuno suo piatto, con la sua pietanza dentro che ognuno mangerà singolarmente.

Il modo di mangiare dei cinesi è estremamente più improntato alla condivisione rispetto a quello a cui noi siamo abituati, per questo se li poniamo di fronte al menù del ristorante e ci aspettiamo che scelgano un primo, un secondo e un contorno, li stiamo mettendo in grande difficoltà, gli stiamo chiedendo di fare qualcosa che per loro è completamente estraneo.

E poi c’è il pericolo del gusto. “E se ordino un piatto di quelli che l’interprete mi ha appena tradotto e che non conosco assolutamente e poi non mi piace? Perderò la faccia io e la farò perdere anche al mio amico italiano.” Ecco cosa pensano mentre sorridono con aria imbarazzata ascoltando le traduzioni dei menù.

Cosa fare dunque?

pastedGraphic_1.pngTip d’Élite

Manteniamo la centralità

La scelta migliore perché i nostri ospiti cinesi mangino e non si sentano sotto pressione è quella di

ordinare noi più piatti diversi che vogliamo far loro assaggiare e metterli al centro del tavolo. Prendendo da lì si sentiranno meno sotto pressione e liberi di mangiare una quantità maggiore del piatto che preferiscono.

Continuate a leggere gli articoli della serie #Atavolaconicinesi per scoprire quali siano i piatti migliori da inserire in un menù per gli ospiti cinesi.

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